Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno <1952>   pagina <272>
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272 Libri e periodici
la differenziò profondamente nella sua storia dalle altre città minori consorelle della regione. Le sue ribellioni contro Venezia le costarono sacrifici e sofferenze immensi (nel blocco del 1463 fu ridotta agli estremi); le congiure le discordie* le sedizioni la fiaccarono spesso ; ma essa seppe unificarsi ogni qualvolta il pericolo minacciava la perdita dei suoi liberi statuti: basti ricordare, tra i mille illustri episodi, la rivolta contro il capitano di Vipacco Nicolò Kuogar, nata dall'odio per le violenze subite: nella tragica notte del 15 agosto 1467 ben 14 corpi di asserviti agli ordini del crudele usurpatore penzolarono, alla luce delle fiaccole, dalle 14 colonne della Loggia!...
Dichiarata porlo franco nel 1719 da Carlo VI (più volte precedentemente era stata da Venezia assediata e occupata ed eran stati bloccati i suoi porti), si iniziò il suo grande sviluppo economico. E felici anni essa visse, favorita dalle immu­nità doganali (eccetto un breve periodo di occupazione francese), sino al momento in cui l'Austria, di fronte alle palesi manifestazioni dei sentimenti iialianissimi dei Triestini die ordini per una lenta progressiva snazionalizzazione della città. Tutti i cittadini furono da allora un'anima sola, decisi a tutto fare pur dì ottenere la riconferma degli antichi privilegi, capaci di svellere la città dai nessi tedeschi e di aprirla alla fusione con le terre italiche. Si guardò più che mai alla penisola balcanica come a un focolaio d'incendio atto a travolgere l'Austria in una guerra contro l'Italia e ogni sintomo di ribellione, da qualsivoglia parte venisse, trovò un'onda di simpatia e di compiacimento, perchè dalla disgregazione austriaca Trieste presentiva le possibilità della sua liberazione. Ma la lotta divenne tenace serrata implacabile (e son le pagine più sublimi della sua storia) allorché l'Au­stria, comprendendo il pericolo cui andava incontro, abbandonando l'idea utopi­stica della germanizzazione, puntò sulle forze slave, le aiutò, le spinse a conqui­stare lavoro e terreno sull'area cittadina. Nelle Società, nel Consiglio, nelle scuole, nelle case fu un fervore nuovo, intrepido e audace, per la preparazione al movi­mento di redenzione: Francesco Hermet, Arrigo Ortis, Giovanni Orlami ini ne furono i capeggiatori più animosi, il sacrificio di Oberdan il ferace alimento.
Le vicende posteriori sono a tutti note, mentre poco noto o mal noto è il
lungo glorioso cammino percorso dai Triestini dagli anni più lontani, del quale
ho tracciato qui alla lesta i punti più salienti. Ed è naturale, perchè non a tutti
è concesso aver tra mano le dense opere che trattano di proposito dell'argomento : del
Kandler, ad esempio, del Benco, del Tamaro, dei Mainati, del Caprin, del Pilacco.
Provvede ora alla bisogna, e utilmente, questo agile volumetto del Ruttori, adorno
di significative riproduzioni, pubblicato a cura dell'Università Popolare della Lega
nazionale triestina. un ciclo di conferenze che rievocano le memorie di Trieste
attraverso i tempi: non han pretese di nuove scoperte, ben inteso, ma son con*
dotte sulla scorta delle più sicure ricerche, e poiché son espresse in forma fluida
e commossa, hanno il potere di suggestionare e di avvincere. Ne raccomandiamo
pertanto caldamente la lettura, soprattutto ai giovani, onde non dimentichino che
Trieste non si è piegata mai all'idea della rinunzia e che attende oggi, con fede
vieppiù immutata, di poter essere restituita all'Italia per sempre, senza odi di
parte e senza uso di armi, ma per serena giustizia di popoli. .. -.
MARINO CIRAVECNA
PIETRO VACCARI, Profilo storico di Pavia ; Pavia, La Tipografia Ticinese, 1950, in 16, pp. /J79. L. 600.
Lo citiù di Pavia è veduta dui l'Amori ?.CQ amorevole cura dalle sue lontane origini fino all'età attuale. In dieci densi capitoli seguiamo Io svolgersi della città, dall'antico municlpium ticinese a Pavia capitale del Regno Italico, onore, del resto, che già aveva avuto quando divenne la capitale del regno dei Goti nell'ultimo