Rassegna storica del Risorgimento
BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno
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1952
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pagina
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273
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Libri e periodici 273
periodo della guerra contro i Bizantini e dove, come ci ricorda l'Autore, vennero proclamati re Udibudo e Teia.
Particolarmente, interessante ci è sembralo lo studio del Comune di Pavia fino alla caduta della eitti sotto il governo dei Visconti; in specie l'esame delle lotte interne di Pavia dovevasi possessi della Chiesa erano vasti e consentivano al Vescovo ed ai monasteri una ingerenza assai notevole sulla vita sociale della città e del contado... e l'immunità tributaria di cui godevano i possessi ecclesiastici appariva in contradizione stridente coi bisogni finanziari del Comune, costretto a guerre frequenti e tratto dalla necessità di soddisfare i crescenti bisogni della cittadinanza (pag. 60). Da ciò un breve di Innocenzo III del 1208 che invita a correggere, con promessa di perdono, ma pena la scomunica, la tirannide esercitata da... consoli sui chierici, le imposizioni e taglie fatte gravare sui luoghi pii della città e del contado (pag. 61).
Si giunge cosi, attraverso la fase viscontea, al governo degli Sforza e al predominio spagnolo che segna, anche per Pavia, un periodo di decadenza politica ed economica che durerà fino a quando non sorgeranno e si svilupperanno nuovi fermenti ideologici.
L'ultimo capitolo è, infine, dedicato interamente all'Università di Pavia, che ha una indubbia e gloriosa tradizione, affermatasi sia negli studi giuridici sia nel campo scientifico, in cui basterà menzionare soltanto Lazzaro Spallanzani e Alessandro Volta.
Queste storie particolari, riguardanti una città o una regione, sono a nostro
avviso, sempre s'intende che siano condotte, come il presente volume, con mi
serio criterio storiografico, lungi da campanilistiche esaltazioni, utilissime, ed
assai opportuno ci è sembrato il metodo del Vaceari di non restringere la ricerca
al puro campo politico, economico e sociale, ma di estenderla a tutte le altre
manifestazioni, specie nelle arti figurative, che indubbiamente contribuiscono in
maniera notevole a darci il volto vero di una città. , .
GIUSEPPE TALAMO
LUIGI TOMEUCCI, II tramonto detta nazione siciliana; Messina, V. Ferrara, 1949, in 16, pp. 109. L. 700.
L'autore fa seguito col presente volume alla sua precedente pubblicazione La Sicilia e i Borboni (1734-1806), (Messina, V. Ferrara, 1948).
Il periodo storico ora esaminato va dal 1806 al 1816, cioè dal secondo esilio dei Borboni fino alla costituzione del Regno delle Due Sicilie. In questo periodo, secondo l'Autore la Sicilia venne a perdere a poco a poco le sue tradizionali autonomie per entrare a far parte integralmente del Regno napoletano. In questa lotta tra il Parlamento siciliano, che difendeva le proprie prerogative, soprattutto in materia finanziaria, e le pretese della Corte borbonica l'A. mette in rilievo il ruolo tenuto dall'Inghilterra, interessata evidentemente alla situazione siciliana soprattutto fino alla caduta di Napoleone, essendo la Sicilia la principale base britannica del Mediterraneo, contro la Francia. Ciò spiega la condotta di A Court che non difese affatto i liberali, o, meglio, gli indipendentisti siciliani*
Certo la "questione siciliana ebbe indubbiamente una sua realtà non legata peraltro soltanto alla cosa regnante borbonica, se si manifestò anche sotto il breve governo costituzionale napoletano del 1820 e talora anche dopo la stessa unità d'Italia. Ma il Tomeucci, nella sua una lisi, ci sembra indulga molto verso i Siciliani. Invece un adeguato sviluppo di osservazioni come questa: Per quanto riguardava... la ripartizione delle tasse, il peso maggiore per la divisione incamerale