Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno <1952>   pagina <276>
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276 Libri e periodici
lettere di Mazzini e queste notizie sono arrivate sino a noi per l'affetto alle cose italiane e alla tradizione familiare vivo e prepotente in quell'impiegato delle poste argentine, Ignazio Riccioli, il quale dall'Italia, emigrando, si porti, come tesoro prezioso, la corrispondenza del padre coli'Apostolo dell'Unità. .-. M.
GIOVANNI FERRETTI, Melegari à VAcadémie de Lausanne, Suivi de documenta sor eon enseignement ; Lausanne, F. Rouge et 0"> S. A. Libraire de l'Université, 1949, in 8, pp. 99. S. p.
Luigi Amedeo Melegari, compromesso nel movimento mazziniano del 1831, dopo alcuni mesi di prigionia in un pittoresco castello della Toscana dovette cercar rifugio all'estero: fu a Marsiglia, a Ginevra, a Losanna, ove si fermò dal 1840 al 1846, ben voluto dalla popolazione ad onta delle sue idee politiche, e accollo frater­namente soprattutto nell'ambiente accademico per le sue alte doti d'intelletto e di cuore. All'Accademia insegnò dapprima come libero docente sotto il nome simulato di Tommaso Emeri da Malta; di poi, come professore ordinario, con il proprio nome. Privato della cattedra per opera dei radicali, che si erano impadro­niti del governo del Cantone, dovette riprendere la via dell'esilio, ma per poco tempo; proclamato nel 1848 lo Statuto piemontese che concedeva l'amnistia per i condannati politici, potè rientrare in patria. Chiamato a Torino ad insegnare all'Università diritto costituzionale, ebbe in seguito notevoli cariche politiche: fu deputato, senatore, consigliere di Stato, segretario generale agli Interni, ministro degli Affari esteri. In Piemonte passò definitivamente all'ala destra (egli che era stato prima dell'esilio ardente seguace del Mazzini), e non esitò a prendere spesso decisioni anche energiche contro la fazione rivoluzionaria. Morì a 74 anni, nel 1881.
Le sue vicende durante il lungo soggiorno a Losanna sono state narrate mi­nutamente, sulla scorta di una larga e precisa documentazione, da Giovanni Fer­retti in un denso volume comparso nel 1942 nella Biblioteca scientifica dell'Isti­tuto per la Storia del Risorgimento Italiano (serie II, voi. XV). Per serietà di indagine e per acutezza d'intuizione l'opera del Ferretti è uno dei contributi più importanti alla storia della nostra emigrazione politica. Ma poiché l'ottimo saggio del Ferretti non è facilmente accessibile al gran pubblico elvetico, il Co­mitato degli Studi e documenti per servire alla storia della Università di Losanna ha voluto che l'A. ne stendesse un rapido riassunto, alla portata di tutti. Il riassunto è raccolto in questo volumetto assieme con una serie di pagine, interessantissime, estratte dai corsi di economia e diritto internazionale tenuti con grandissimo plauso dal Melegari all'Accademia nel 1840. Particolarmente rimar­chevoli son gli estratti di economia politica, espressione luminosa delle dottrine del Ricardo e del Sìsmondi. I contatti, specie con quest'ultimo, sono assai evi­denti: come lui il Nostro è antiastrattista e avverso decisamente al meccanismo economico e al tradizionale liberismo individualistico; ma se gli è inferiore, indub­biamente, per la virtù dello stile e per il calore degli affetti, lo supera peraltro per una più salda organicità di pensiero. Per alcune nuove formulazioni di prin­cipi (ad esempio, sulla natura e misura del volorc, sul tasso dei salari e il pro­fitto del capitale, sui rapporti tra il capitale e la produzione, e, particolarmente, sui rapporti di simpatia e di utile tra gli individui e le masse) egli può essere considerato non un precursore, aia ben inteso, ma un anticipatore per più lati delle correnti economiche moderne.
Perciò le pagine qui riunite (ignorate sinora del tutto o quasi da noi) sono ben degne di meditazione e di studio. MARINO CIHAVEONA.