Rassegna storica del Risorgimento
BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno
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1952
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pagina
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277
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Libri e periodici 277
ROCEE AUBERT, La pontificai de Pie IX (1846-1878) ; Paris, Bituma et Gay, 1952, in 8<> gr., pp. 510. Fr. 1500. [Coli. Histoire da l'Eglise depuis les origine jusqu'à nos jours, 21].
DOMENICO MASSE*. Pio IX e il gran tradimento del 48 Alba, Edizioni paoli ne, 1948, in 16, pp. 286. L. 290.
A distanza di quattro anni l'ima dall'altra, sono uscite due opere consacrate ad uno dei più suggestivi temi della storia del secolo XIX, ad uno dei personaggi più discussi e, si può dire, più drammatici del Risorgimento. Uguale L'argomento generale, ma diversi, fondamentalmente diversi, la trattazione e il giudizio, più: militando degnamente i due autori nelle file cattoliche-: il primo, lo studioso belga, insegna, anzi, storia della Chiesa nel grande seminario di Malines. Per il Masse, al quale si deve anche un precedente Caso di coscienza del Risorgimento italiano, il problema è essenzialmente, se non esclusivamente, quello di assolvere Pio IX dall'accusa di tradimento lanciatagli dalla demagogia quarantottesca e ribadita dalla storiografia anticlericale. La sua tesi è quella di dimostrare che il fallimento del '48 italiano, data che comprende tutto il grande triennio rivoluzionario *46-'49, non è dovuto al rifiuto papale di dichiarare guerra all'Austria e alla successiva revoca dello Statuto, dopo la fuga da Roma (l'A. non ha paura di definire con questa parola l'allontanamento di Pio IX dal suo Stato), ma a) all'ambizione egemonica piemontese, che col rimandare ostinatamente, cocciutamente, l'unità nazionale, propostale per mezzo della confederazione, a dopo la guerra d'indipendenza, perchè l'anticipato patto federale avrebbe intralcialo la sue mire, rovinò con l'unità nazionale anche l'intrapresa guerra d'indipendenza; b) al sovrapporsi della Rivoluzione sociale alla Causa nazionale, che fece diminuire consensi, sbollire entusiasmi e pregiudicò le già concesse libertà costituzionali (p. 6). Tesi non nuova e, entro certi limiti e con qualche cautela (come approvare la identificazione unità nazionale = confederazione?) tesi accettabile. A patto, però, di chiarirla sul piano stòrico e di non partire esclusivamente dal punto di vista della assoluta, costante, indiscussa infallibilità politica del Pontefice. Lo studioso deve, certa' mente, tener conto dell'importanza prevalente per Pio IX del problema del potere temporale, faccenda delicata e da trattarsi con molto riguardo (pp. 4546), ma non deve neppur dimenticare il significato e il valore fondamentale che la religione della libertà e il mito della nazione avevano assunto alla metà dell'800. Né, in una difesa dell'opera di Pio IX, si può trascurare la limitatezza del suo programma iniziale (che non era, genericamente, il programma liberale moderato, come mostra di credere il Masse, pp. 33, 41, ma il ristrettissimo memorandum delle Potenze del '31, memorandum al quale tornerà con tenace ostinazione nel '50, integrandolo con il motu-proprio di Portici dei 12 settembre 1849) e certa sia pure involontaria equivocità o, quanto meno, ambiguità di atteggiamenti. Gli avvenimenti di Milano e di Palermo del gennaio, la grande rivoluzione parigina del febbraio, l'insurrezione viennese del marzo erano sembrati i segni premonitori della lotta inevitabile per la conquista della libertà e per la redenzione della Patria. Crollavano vecchi troni, fuggivano principi e ministri detestati ; da ogni parte d'Europa Roma coglieva voci che rafforzavano la fede e parevano mutare i sogni dei poeti e dei pensatori in una fulgida realtà. Come non riconoscervi una volontà supcriore a quella umana abbiamo scritto altra volta quando, il 30 marzo, si udiva lo stesso Pio IX proclamarci *Gli avvenimenti che questi due mesi hanno veduto con sì rapida vicenda succedersi e incalzarsi, non sono opera umana. Guai a chi in questo vento, che agita, schianta e spezza i cedri e le roveri, -non ode la voce del Signore! Guai all'amano orgoglio, se a colpa o a merito di nomini qualunque riferisse queste mutazioni, invece di adorare gli arcani disegni della Provvidenza...? Una volta di più, il significato religioso della parola papale era mutato dall'entusiasmo pupo-