Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno <1952>   pagina <283>
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Libri e periodici 283
simpatìa per l'unità italiana, non esitava a far risalire mollo in alto la responsa­bilità nella lettera al Thouvenel del 12 gennaio 1861: Mgr, de Mérode est trop fon, trop incapatile et trop impopulaire, pour que le pape puisse s'en séparcr aussi facilement. Quel bon prètre mais quel triBte souverain que Pie IX! Cest un pape fatai! . A W tf*
MASSIMO D'AZEGLIO, La Lega Lombarda e Le autopsie, a cura di Alberto M. Chi' salberti; Roma, Capriotti U948], in 8, pp. 233. L. 350.
Si tratta di un lavoro messo in circolazione nell'estate del. 1949, il cui impa* ginato era stato addirittura licenziato nel maggio 1946. Fenomeni della editoria italiana del dopoguerra... Preceduta da una sessantina di pagine di prefazione, fondata in gran parte su materiale inedito, la ristampa del terzo romanzo storico azegliano, l'incompiuta Lega Lombarda, condotta rigorosamente sull'autografo, e la pubblicazione ex novo di quindici scene, le sole superstiti, di una commedia in cinque atti non da stamparsi,, né da recitarsi, ma fatta per ridere un momento delle sciocchezze, miserie e mariolerie che ci attorniano , offrono un materiale utile agli studiosi. Numerose indicazioni bibliografiche sono date nel testo della prefazione (interessanti quelle sui libri consultati da ITA. per la parte storica della Lega) o nelle note e permettono di integrare quanto l'editore aveva già dello in Una pagina inedita dei A/tei ricordi (Giornale d'Italia, 10 ago. sto 1948), Dal Ficramosca alla .Lega Lombarda (ivi, 1 maggio 1949), Uno schiaffo medito di Massimo d'Azeglio (ivi, 4 agosto 1949), Massimo d'Azeglio tra palcoscenico e platea (Rassegna storica del Risorgimento, a. XXXVI (1949), pp. 51-59.
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PRINCIPESSA PAOLINA DI METTERNICH, Tempi felici (1840-1870), con una introdu­zione di Renzo Segala; Milano,- Editrice Antonioli, [1946], in 8, pp. 299. L. 400 [Collezione storica del Condor. Collana I testimoni della storia , HI].
*.Que detieni ce procès de Mad. de Metternich? chiedeva, un 2 dicembre meno clamoroso d'altri nella storia, sebbene si fosse nell'inquieto 1867, Prospero Mérimée ad una cara, vecchia amica On m'a fait lire dans je ne sais quel ignoble journal un article d'une grossièreté incroyable, absolument dépourvu d'esprit, mais insolent au derider point et disant quelques verités. Lorsqu'on s'amuse à faire des folichonneries d'un goùt très douteux, il faut laisser les chiens aboyer après soi. Je croi qu'elle gagnera son procès, que le polisson de journal iste sera condamné à seize francs d'umende et qu'elle aura le plaisir d'ètre réinsullée dix fois plus par Favocai de la panie adverse. Je souhaite que la lecon profile au beau monde de Paris... ( M. PAKTURIER, Lettres de Prosper Mérimée à Madame de Beaulaincourt (1866-1870), 5 éd Paris, Calmann-Lévy, 1936, p. 86).
Guai che capitano quando si esagera in folichonneries, tanto più se d'un goùt très douteux, come ne combinava troppo spesso la prediletta e un tout petit peu trop folàire amica dell'imperatrice Eugenia.
Nuora Ai suo nonno, nipote di suo marito: complicati i rapporti di parentela della principessa Paolina di Metternich, ambasciatrice d'Austria a Parigi dopo Vii* lafranca, dei cui interessanti, vivaci e spregiudicati ricordi, presentati, con esube­rante elogio, in italiano sotto il suggestivo titolo di Tempi felici, diamo con invo­lontario ritardo notizia. Tempi felici, si, ma per l'autrice, soprattutto, la quale non aveva certo motivo di rammaricarsi della divertente fanciullezza trascorsa al fianco di quel grande domatore di cavalli, che fu il turbinoso e prepolente conte Maurizio Sandor, suo padre, e dell'implacabile avversario di Napoleone, Clemente Venceslao Lotario di Metternich, suo nonno. Né meno felici quelli goduti alla