Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno <1952>   pagina <290>
immagine non disponibile

290 Libri e periodici
EMILIA MORELLI, Italia e Inghilterra nella prima fase del Risorgimento. Catalogo della Mostra tenutasi presso l'Istituto (dicembre 1951-febbraio 1952) con appen­dice di documenti inediti; Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1952, in 8, pp. XXXVIII-169. L. 1000. (Pubblicazioni dell'Istituto italiano di cultura di Londra, I).
Quanto affermava, quasi un mezzo secolo fa, il più insigne studioso inglese del nostro Risorgimento, George Macaulay Trevelyan, sulle ragioni per le quali l'Inghilterra vantava la parte del leone nella gratitudine italiana, può essere validamente confermato anche oggi, dopo tanto rinnovato fervore di ricerche e di ricostruzioni. Perchè se l'Inghilterra come paese non si adoperò più degli altri per la libertà e l'unità d'Italia, fu, però, quello in cui la passione per la causa italiana si mantenne senza confronto più tenace e disinteressata che altrove (G. MACAULAY TREVELYAN, Garibaldi e la difesa della Repubblica romana, Bologna, Zanichelli, 1909, p. X). I vari governi succedutisi nel secolo scorso nel Regno Unito, tories o whigs che fossero, si sono, naturalmente e doverosamente, occupati prima d'ogni altra cosa degl'interessi del proprio paese e soltanto dopo, e dentro i limiti che tali interessi consentivano, di quelli degli altri. Dal punto di vista inglese non altro era il loro ufficio, ne noi abbiamo il diritto di meravigliarcene o scandalizzarcene. Se la storia non fosse quella professoressa senza scolari che sappiamo e le persone presunte intelligenti cercassero di capire che non historia magistra vitae, ma vita magistra historiae, questo dovrebbe essere pacificamente ammesso, magari con qualche invidia per l'atteggiamento coerentemente filobritannico della politica inglese.
Ma una tale ammissione, ad essere onesti, non può non accompagnarsi all'altra cui si riferisce il Trevelyan, della costante simpatia e comprensione popolare (e l'aggettivo, qui, ha significato d'insieme, senza alcuna esclusione di ceti, classi o categorie) per le aspirazioni, le sofferenze, gli sforzi dell'Italia alla conquista della libertà e della indipendenza.
Un eccellente contributo alla conoscenza di tale partecipazione ideale (ma spesso anche concreta e fattiva d'uomini e di mezzi) e dell'aiuto morale del popolo inglese al nostro durante la prima metà del secolo scorso ci ha offerto la mostra Gran Bretagna e Italia nel Risorgimento, nello scorso dicembre inaugurata a Londra presso l'Istituto italiano di cultura, alla quale hanno largamente e degna­mente collaborato con prestito di materiali preziosi quarantasei privati e ventinove enti pubblici dei due paesi. Voluta dall'ambasciatore Gallarati Scotti e da Guido Calogero, direttore dell'Istituto, quale riaffermazione dei vincoli morali e politici che strinsero Italia e Inghilterra nel periodo della nostra formazione nazionale e quale utile esempio di collaborazione culturale fra i due paesi, organizzata da Vittorio Gabrieli, allestita ed ora ottimamente presentata da Emilia Morelli, essa ha costituito un nuovo interessante esempio di come oggi s'intenda un'esposizione che s'intitoli al Risorgimento. Siamo ormai lontani dalla ostentazione feticistica di pipe storiche, di papaline eroiche, di ciocche di capelli, se non, addirittura, di peli di barba di salme patriottiche; né ci accontentiamo più d'una affastellata sequenza di documenti ingialliti e polverosi senza alcuna efficacia rievocativa. Oggi vogliamo pochi cimeli significativi che aiutino a renderci vivi i documenti, pochi documenti di rilievo che ci chiariscano il valore dei cimeli: il buon senso alleato al buon gusto.
E buon senso e bnon gusto hanno appunto assicurato calore e colore alla rievo­cazione londinese della vita e della passione italiana dal 1814 al 1848, o, meglio, al 1849, come ha precisato il Trevelyan nel suo discorso inaugurale e questo bel catalogo, preceduto dai tre discorsi inaugurali del Calogero, del Trevelyan, del GaTIarati Scotti e da una acuta, infornuttissinm e sostanziale prefazione