Rassegna storica del Risorgimento

FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno <1918>   pagina <67>
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rtggw medito di Carlo Troja a Margherita Fabbri d'Alhmp* 67
dei quali non: 6 imene dolorosa pei? me. Cosi potessi riabbracciargli/* il più tosto ! 1. cresce ógni di f impazienza : ma vorrei che ciascuno si rimanesseove si trova eèe io solo ne andassi alla volta loro. Se voi sapeste, o se io po­tessi dirvi! 'Se giaininai rivedrete un mìo amico, e propriamente quello che una sera vi feci conoscere dalla Marchesa, e voi assicuratelo che lo jfe Sfar vidìo dal suo essere lungi. ~A<u me sembra di essere aggiùnto ancora .dai .certi luoghi: Sant'Onofrio, San Pietro in Mentono, il Gianìcolo -cutio* ìst:trV Fontane mi sono e mi saranno lungamente fissi nella memoria. E come 1 Vaticano potrebbe dimenticarsi ? la veniamo al sonetto, di cui mi toccate nella vostra lettera. Grave, robusto è quel Bonetto : ed io spesso il rileggerò Sembrami appartenere al genere di quelli del Casa : e però egli è un caro;e virile sonetto. In un'altra lettera parlerò di alcune correzioni che lo vi bra­merei : per ora, non so parlarvi che della parte morale di esso. In prima in prima ditemi : chi è colui che potè dall'autore ottenere cotanta stima ? Beri molti vorrebbero meritarla : osano pochi di sperarla, e Ira questi havvi ta­luno che l'averla sei recherebbe si forte a ventura. -E si- Éorte, che, a peÉov a questa, tutto il resto sarebbe niente l Mìòndimeno. se si potesse, sarebbe forza di odiare l'autore, che ostinasi a disperare della sua fama. Quando il fuoco di gloria un giorno arse nel petto, io vorrei dire all'autore, già non a è pia', volgoy et è assai vicino a conseguirla sol che duri.
JE qui lasciando il sonetto, io toglierò da esso l'occasione 41 amichevol­mente guarirvi un poco. Eccellenti nella vostra lettera sono le vostre rifles­sioni sulla esagerazione poetica, la quale si può assai facilmente ricondurre alla giusta misura del vero. E la lettera che contiene siffatte riflessioni è scritta In buona; lingua ed a norma dei buoni prineìpii dello stile. Non vi adi­rate dunque se iov vi :Cpnsìgllo a trar profitto da cosi belle disposizioni, efsft vi prego in nome della patria vostra, di procacciarle onore, lavorando qualche prosa di buon conio. In principio, arduo vi sembrerà il cammino, pure di tratto in tratto, vi sentirete più. fona : infine saprete andar frenesie scigìia,;
E alternare mi piacerebbe fra il tradurre in buona lingua una favola La Fontainei e: lo dovere alcun pzzetUno:diip.rOSa..Mviateini, Ve ae.pre. inviatemi un brano di prosa': e sia ciò che oggi direbbesi un rftMfo m vostro fratello. Non vi chieggo più che una pagina sola. Già mi diceste Ip. gentil cagionegèr cui vorreste recare ned hostìÈó; volgare le migliori' cose del carissimo ia: Fontatne. ul .sprona- V/ammì's.ìa che avete per la madre dèi giovinetti, ai (fualf volete a* (ione pi mostrò volgarizzamento : lamicizja Che avete per vostro ftatfeìib: àie pungolo ,*per costringervi, alla fatica, della quale
io V4 parlo ÌÌ .... .s
NetMUma lette? io dimentica* di dirvi: che avea già- letto foglio di Ln Martine. Porta la data, del 1l igennaiO, ftÈ . .di ' Lucca ;e quindi egli ha finto di averla stipato faman duello. Se ne avrò l'opportunità fra qualche giorno, e .* voi non avrete -già ' 'lette quello scatto, io ve lo potrò inviare. Dice- le solite cose, che i suoi vw*n non sono se non poetiche.iinprecoaionl. Addio, pregiatissima mica.;do aspetto la vostra risposta conimpazienza, ina consapevole che II vostro, poterne gre indilla Ini ritarderà di volta in volta jj, placai tìf rev.ejì hi veslre lettere. Parlatemi del .povero SalvognolU se