Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno <1952>   pagina <296>
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296 Libri e periodici
ordini senza discutere, anche se nel suo intimo il donino si faceva certezza. Eppure anche per lui Napoleone aveva parlato : Un arare militaire ménte n*exige une obéissance passive que lorsqu'U est donne par un supérieur qui, se trouvant presati au moment oà il le donne, en connuissance de Vétat des choses, peut écouter les objeclions et donnei" des explicatiana à celai qui doit exécuter Vordrè*.
Napoleone non era venuto a comandare le forze armate italiane e, di fronte ai nuovi compagni d'arme, il corpo italiano di liberazione e i gruppi di conibat-limenio facevano sempre, in fondo* la parte romantica di Cenerentola, ma pure c'era qualcosa di nuovo. Di nuovo* o di antico? Dopo tanta effusione di afflati messianici, dopo tante promesse di palingenesi, dopo tante minacce di apocalissi* tornavano in onore il linguaggio comune, la pacata fermezza dei propositi* la certezza del giusto e del possibile* la serena semplicità del sacrificio senza iat­tanza. La sostanziale verità ideale che l'animava, non una dogmatica truciilcnza verbale aveva dato un significato ed un valore* nel lontano maggio 1856, al motto di Cavour: O progredire o perire'. Questo ci sembra il motto inconsciamente adottato dal I raggruppamento motorizzato italiano e dal successivo Corpo ita­liano di liberazione, che, dotato di armi e di mezzi esclusivamente nostri* si impose alla considerazione e alla stima dei nuovi compagni di lotta* forniti, anche questa volta* di armi infinitamente più potenti e di mezzi modernissimi. Tenacia di volontà* estrema energia, valore spinto fino al sacrificio caratterizzarono l'operato del Corpo dalle Mainarde alle Marche* nelle abili manovre di fiancheggiamento dell'azione alleata, nelle decise avanzate, negli aspri* sanguinosi urti col nemico, quali quelli di Filottrano (6-9 luglio 1944), che il volume dello S. M. definisce tappa luminosa nel faticoso cammino di liberazione della patria.
Complemento alla documentata narrazione della partecipazione attiva delle forze armate italiane alle operazioni degli Anglo-americani è il volume sui Gruppi di combattimento. Creati nel 1944, non senza dover superare difficoltà e diffidenze d'ogni genere* quattro di essi* dotati, finalmente, di armi ed equipaggiamenti adeguati* fra gennaio e marzo 194 si schierarono, il Cremona, il Friuli, il Fol­gore con la 8" armata britannica* il Legnano con la 5a americana. Piccole e snelle divisioni, nell'aprile 1945 contribuirono validamente a spezzare la resistenza tedesca tra il Senio e il Santerno: il Cremona raggiunse Mestre e Venezia, gli altri liberarono Bologna.
Sarebbe bene che gli Italiani, specialmente i giovani, leggessero questi volumi. Molte idee preconcette cadrebbero* certe ingenue, ingiuste accuse non sarebbero ripetute: gli uomini di buona fede si renderebbero conto delle ragioni effettive della sconfitta e comprenderebbero quale debito abbiamo tutti sia verso quelli che* in condizioni di disperata inferiorità, fecero il loro dovere senza alcuna possibilità di successo finale* sia verso quanti au altri* forse più dolorosi, campi dì battaglia, affermarono e consacrarono il diritto alla vita e al divenire della Patria e confermarono il valore e la volontà di riscossa del nostro esercito* dopo una lunga e dura guerra perduta, ma onorevolmente combattuta; Perchè, coinè afferma giustamente l'Ufficio storico, dalla conoscenza di quello che i nostri soldati seppero fare, all'indomani di una tragica ora, il popolo italiano deve trarre motivo di' orgoglio e sicura fiducia nell'avvenire ideila Nazione . Q