Rassegna storica del Risorgimento

FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno <1918>   pagina <69>
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ha temuto (rincrescervi. Fareste veramente a me graditissima cosa, ove per ttvvtura vi piacesse di far motto a Liberatore che vi conducesse il troppo schifo: ma troppo amabile e stimabile Imhriani mio. E ne sarei JMisskao oltre ogni credere, perchè io non veggo incapali che un solo mio e loro amico per nome Ferrigni : un solo e non altro che un solo : e perciò parrebbemi di essere io ancora allorché sapessi che vedete alcuna volta i miei amici migliori
Che posso dirvi del conte Eduardo? La sua bontà mi è cara: e se il Veltro ei lo approva, io san contento di averne durata la fatica. Ringrazia­telo in mio nome, vi prego : già ei non ha bisogno che si accrescano stimoli alla sua virtù, ma si rammenti egli talora quanto dalla altezza d'animo nel soffrire verrà lustro al suo nome, nonché soddisfazione a sé stesso.
Bo. ricevuto di Marsuzi una lettera, cui risponderò nell'altra settimana. fÌp fa Salvagnoli nostro ? Ei ini scrisse non ha guari rispondendo ad una mia; salutatelo affettuosamente con h'.i.ii .gli ami'ci.; Credo' che D. Giovanni sia ito a Gallese: scrìvendogli non dimenticate i miei saloli ed; i miei rispetC-Del rivedervi .a. Roma, vi dico essere questo ii solo compensò che opporrò alla sventura iflf dover perdere mio padre, cui la grave età ed i morbi ero-Mei iniì iiànO: (3>or troppo !} precedere- che- non potrò conservai- lungamente, TI filo debolissimo di sua vita;,; per me si, preziosa, è il so;! che mi Mene le­gato e mi viéfót le èfé 'dèi T'everé- e dell'Arno. Addio addio amica progiatis-sima: io sonn' sarò1,-, sempre quaiami conoscete pieno della pia vera stima.
Napoli, IUgìio tm,
4. Amica mia pregiatissima*
La vostra lettera di ieri l'aitróì corrente nonpoiiea giungermi più cara; li notizie; che quivi si leggono del nostro; conte Edmrdo mi hanvinirescato Il sangue: la mia immagmazionfe; già crede affatto, libero vostro fratello in hrevé' tempo'J tanto più. mi gode l'animo di questo cangiamento di fortuna quanto meno tal cangiamento proviene da verun atto di debolezza. Evviva il nostro conte Eduardo: io mi congratulo di vero cuore con voi, amica mia, ed a Ini, che tanto/amate anjiiro piena felicità e grandissimo aecreseìmentiO di fama. Nò l Muì patimenti cesseranno senza -ehM -,debba riportarne intera la stima di quelli "stessi Che fin qui gii hanno nociuto. Recategli, vi prego, i saluti miei .a (fistolosissimi, e confortatelo a sperar tutto e bene dall'altezza, de Fanìmo suo. Quanto sarei lieto di rivedere U conte Eduardo I Ma. si lo rivedrò e sempre più meriterai? della pubblica stima1 .(ammirazione dei suoi amici.
Tròppo fiacche In verità vi sono sembrate le cagioni che mi hanno fatto riuscire cosi penoso H passato mese di .giugno: anche quella della infer­miti "di mio padre non vi 6 paruta da tanto,, che avesse dovuto rendervi ragiona del mio soffrirei Ma a questa causa 'io; non attribuiva nella mia let­tera più foretti W :*pilt ch:a assentano le: tristi e preveduto necessità della natura dell'uomo: anzi ardisco dfci elio capricci delta stagionai 1 quali so­gliono avere grandissimo imperio sulle mie facoltà intellettuali, essendo stati cosi straordlnaru njtìlteido mese dì giugno* sincerissimamente sono stati