Rassegna storica del Risorgimento
BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno
<
1952
>
pagina
<
317
>
Vita, deiristituto
317
egli ha detto degli attacchi alla baionetta che i soldati d'Italia effettuarono e subirono alle porte di Verona: m'indugerò invece sull'importanza e il significalo del movimento quarantottesco, che per molte ragioni è ancor oggi d'attualità e che è, per noi, saturo d'insegnamenti". E l'aw. Cavalla ha mantenuto questa sua promessa spiegando come le battaglie del Risorgimento altro non siano state che il frutto di una generale sollevazione dell'opinione pubblica la quale in istato ài grazia, non conoscendo, in un primo momento, confini (tanto che si potrebbe dire esservi state, fin da quell'epoca, le basi del federalismo europeo) subì una spontanea trasformazione, anelando di togliersi di dosso il peso di certe condizioni restrittive per puntare verso la libertà; una libertà circoscritta sempre, però, dalla legge morale.
In sostanza l'oratore ha dimostrato come gli stessi riflessi e i medésimi aneliti della situazione politica del 1848 trovino oggi, a un secolo di distanza, sia pure su un piano più complesso e più vasto, la medesima espressione. Non ha mancato di ricordare gli episodi più salienti del Risorgimento italiano e, in par* ticolare, degli eventi bellici di Santa Lucia.
ÀI termine della brillante orazione il Prefetto dott. Bruno (che vi assisteva tra le altre autorità cittadine e provinciali) ha voluto esprimere all'aw. Cavalla il più vivo compiacimento per il suo fervido dire .
Nel numero del 30 giugno u, s. dello stesso giornale è apparso un fedele reso* conto della successiva rievocazione della battaglia di Custoza compiuta dall'avvocato Cavalla.
Imponente e solenne è stata, ieri mattina,, a Custoza, la cerimonia commemorativa di quelle battaglie che se non videro la fortuna delle nostre armi, furono tuttavia un susseguirsi di significativi episodi di valore e di abnegazione da parte di taluni comandanti e, soprattutto, del soldato italiano.
Nel suo discorso commemorativo accolto con grande compiacimento dalle autorità e dal pubblico l'aw. Gregorio Cavalla soffermandosi sulla battaglia del 24 giugno 1866, ha appunto voluto trascurare di proposito, l'esame dell'avvenimento nella sua pura e semplice natura bellica per illustrarlo, invece, nel quadro degli eventi politici e militari di quell'anno; perchè le battaglie del Risorgimento italiano Custoza compresa non possono essere considerate che nell'insieme' di quel sollevamento di spiriti e d'armi che agì come una forza irresistibile per l'unificazione e la libertà dell'Italia. Autorità e pubblico hanno dimostrato, come abbiamo accennato, il più vivo interesse al discorso dell'avv. Cavalla, fervido ora* tore di queste commemorazioni, ch'egli ha detto utili e necessarie affinchè gli Italiani conoscano le glorie e gli errori della loro storia, onde molte figure e molti fatti escano dall'immeritato oblio.
Erano convenuti, ieri mattina, nella ridente zona sul cui paesaggio si staglia il grande Monumento-Ossario assieme al Prefetto di Verona dott. Bruno, l'avvocato Buffati presidente dell'Amministrazione Provinciale, con l'assessore anziano ing. Arduini, il Questore dott. Gianni orca ro. Erano convenuti, inoltre, da Verona, numerosi magistrati, tra i quali il Procuratore della Repubblica dott. Pietrarota, il primo pretore comm. AlbertaccL il pretore dott. Chiarioni, il giudice dott. Fornata ed altri. Sempre nel gruppo delle autorità civili, abbiamo notato vari Sindaci dei Comuni circostanti. Tra gli intervenuti erano i presidi e i professori dell'Istituto Tecnico e dei Licei Classico e Scientifico di Verona e degli Istituti scolastici di ViUafranca e di altri Comuni. Facevano corona le rappresentanze combattenti* miche e d'Arma con le bandiere e i vessilli.
Tra le autorità militari erano il generale Vacchelli, comandante il Presidio di Verona, due alti ufficiali statunitensi in rappresentanza del Comando Forze Terrestri Sud-Europa, con sede a Verona, il comandante dell'Aeroporto Militare di ViUafranca ed altri ufficiali*