Rassegna storica del Risorgimento
BIANCHI NICOMEDE ; GRILENZONI GIOVANNI
anno
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1952
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pagina
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321
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Vita dell'Istituto
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gruppo notevole di documenti (alcuni anche inediti) e cimeli esposti con buon gusto e intelligenza.
Nel pomeriggio ha avuto luogo la prima seduta, a sezioni riunite, sotto la presidenza di Eugenio Artom. Gaetano Salvemini ha parlato del libro di prossima pubblicazione di Nello Rosselli sui rapporti anglo-sardi dal 1815 al 1847 e ha preso occasione da questo per tratteggiare tutta la politica estera sarda del tempo; George e Joan Berkeley hanno illustrato, con commossi accenti di simpatia, le vicende dei volontari toscani a Peschiera; Georges Bourgtn ha sottolineato l'importanza e l'interesse del recente volume di politica estera di Chabod (sulla stessa opera, con qualche riserva, ha detto interessanti cose Gerii Sprigge in altra comunicazione il giorno 28) e infine Archibald Colquhoun ha svolto brillantemente il tema della fortuna del Manzoni in Inghilterra. La mattina seguente il Convegno si è diviso in due sezioni. Nella sezione storica presieduta da Alberto Maria Ghtsalhcrti si sono avute una relazione interessante di Franco Valsecelii sulla politica inglese in Italia nel 1848 (seguita da vivace discussione), e una comunicazione di notevole valore di Roger Ellis sulle fonti archivistiche inglesi relative alla storia toscana del Risorgimento con riferimenti anche ad archivi privati. Importanti poi i contributi di Arnaldo D'Addano (Lazzaro Papi e i suoi giudizi sugli inglesi), Ettore Passerin d'Entrèvcs (La costituzione britannica nei teorici toscani del Risorgimento), Roberto Cessi (La missione Ridolfi a Londra nel 1848) e Maria Drudi Cessi (Incidenti tosco-inglesi a Livorno nel 1849). Nella sezione letteraria (presieduta da Mario Praz) hanno parlato: Domenico Corsi, sulla mostra archivistica da lui organizzata, Jean Greenlees su Filippo Pananti in Inghilterra, Raffaele Ciampini (lettere di Lord Aberdeen a Isabella Teotochi AI-brizzi), Giulio Caprin (sulla visita del Duca Carlo Lodovico di Lucca e di Vincenzo Salvagnoli ad Antonio Panizzi), Michael Lloyd (L'idea dell'Italia nella letteratura inglese in relazione al Risorgimento), Giovanni Calò (I rapporti fra l'abate Lambrasrhini e miss Edgeworth) e Francis Toye sui rapporti tra Verdi e Hudson per aiutare la spedizione garibaldina.
Il 28 giugno nella sezione storica (presieduta da Cesare Spellanzon) hanno parlato: Alvaro Dioscoridi sul carattere del movimento protestante in Toscana dal 1849 al 1859, sollevando una appassionata discussione a cui hanno partecipato Raffaello Morghen, Giorgio Spini ed altri; Augusto Mancini, che ha accennato all'importanza dell'Archivio Mordini, illustrando fra l'altro la corrispondenza di Lord Clarendon con Emmanuele Marliani; Ersilio Michel, che ha tratteggiato la figura di Ugo Forbes colonnello inglese e insieme combattente garibaldino, Jonh Manigaultc, che ha delineato con chiarezza l'atteggiamento del governo italiano e specialmente di Bettino Ricasoli durante la guerra di secessione americana, e Vincenzo da Milano che ha ricostruito un capitolo del tutto inedito della storia di Carrara relativa all'attività di industriali inglesi del marmo dal 1821 al 1870.
Nella sezione letteraria (sempre presieduta da Mario Praz), hanno preso la parola: Achille De Ruberiis (Cenni sulla censura in Toscana di autori inglesi); E. Coehrane (Le accademie toscane nel secolo XVIli e i loro rapporti con l'Inghilterra: una comunicazione di grande interesse); Clementina Rotondi (Sebastiano Fenzi e la Rivista britannica, con documenti inediti); Maria Luisa Astaldi (Florence Nigbtingale ed i suoi amici italiani); Vittorio Gabrieli (Un diario fiorentino del 1861 di Susanna Horner) e Giovanni Maioli (James Hudson e il bibliofilo Teodorico Landont nel loro carteggio).
La chiusura del Convegno è avvenuta il giorno dopo nell'aula magna della Università di Pisa, dove ha ripreso la presidenza Augusto Mancini. Hanno parlato: C. P. Brand, sulla moda italiana (intesa in senso ampio, non ristretta al costume) a Londra nella prima metà del secolo XIX, e Emilia Morelli, che ha ricostruito