Rassegna storica del Risorgimento

PALERMO ; CONGRESSI STORICI
anno <1952>   pagina <337>
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/ lavori tit*t Congreuo
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uMcaa, della quale ci ti azzuffava. I>o eoa* arano bau blue *nu le formuli) aiate-raatìcbc dalla desinai ulta par quoziente o par divjsiunn.
Ha io ho un altro titolo par sederò queste ponto, un titolo un po' imbarazzaste, ho una Ur*Uvt crmafroditics. quella dello studioso e dell'clàr t to di iodio. Voi studiai U deceouiu di preparazione. Io faccio parta di quel decennio, io appartengo a quel decennio, io. nato suddito dell'ultimo re hrl>onleo:òtto giorni prima delTantrAta di Garibaldi a Palermo nono quasi un precursore di Garibaldi; Non r senza emozione che io ricollego rini-ào della mia vita con quello che doveva esserne H'compimento, quel-l'unita dltaHa affermata per la primo volta in. Salami quasi eostcmporanramenic con il mìo primo vanto. E eoafaaao di avere sperato che il ciclo della mia Sia corri* pondeasc 1 rido dell'Unita d'Italia dal 19 staggio 1860 al 4 novembre 1918. Allora, dovevo morire: non e tato fenato questo prolungamento di vita. Ma non abbandonia-mori a oleate riflessioni drammatiche e restiamo più adereali al tema della riunione.
Certamente il decennio che va dai 1849 al 1860 storicamente uno dei più interes* saari. Sa altrove non v'era possibilità di dubbiezza o di perplessità, qui in Sballa occor­reva ancora una trasformazione interiore. Se nel reato d'Italia poteva esistere qualche esitazione tra la forma dell'unità e quella: della federazione, l'anima drlla Sicilia' do* vette rinuncia re alia sua storia di Stato indipendeste, di quello Statò al quale pervenne prima fra tutti* prima della Francia, perche Filippo il Belio venne dopo, di poco, ma venne dopo. Anche *e in pieno Medioevo Ruggero >! Normanno e*ordMCC a frani còse, queato non baita a giustifica re l'afférmazione dei nostro grandissimo Benedetto Croce che, cioè, la monarebia normanna fu perfetta, fu la prima creazione di stato nel mondo, ma fu dinastia atraniera. Tutte le dinaatie sono atranJere al popolo che gover­nano. Ma peniamo alla rapidità con cui. per esempio, i nostri emigranti in Sud Ame­rica gjj attaccano albi nuova terra, per coi i siciliani divengono argentini o brasiliani; questa trasformazione deve avvenire ancora pio velocemente nei re. che ai immedrsi-mano in maniera più immediata conio stato che creano. Ruggero, dei-reato, era nato fra noi. era il padre di Gostanza. A casa mia ho il calco di un'epigrafe (e la mostrerò volentieri, ai eollcghi francesi) già murata xu una cappella nonnanna poi demolita, che dice: a Crixantua dericus pulutinu regia Siciliac atque Italiae hanc cappelloni haediscavit anno 1137. Ruggero voleva l'unita d'Italia: troppo lungo sarebbe ora indicare le ragioni che gli Impedirono di costituirla. Diciamo solo che pare predesti­nato che dalla Sicilia ri cominciasse l'unita della penisola. Ma batta con questi ricordi che; genererebbero nota invoi.e torniamoal decennio di preparatone durante il quale avvenne quella trasformazione {interiore e quel miracolo per i quali la Sicilia cessò di e-sere tale per diventare Italia, superando alcune tragiche difficolta, sottolineate dagli afoni generosi dei patrioti. Il decennio ai apre eoa il martirio di Niccolo Cardili il giovane che alla domanda: a Che grazia volete prima di salire al patibolo?a, risponde: Rivedere mia madre. Anche questo conforto gli fu negato. E poi il binomio Francesco Bentivegna e Salvatore Spinuasa alimenta la passione del patriottismo martire; e poi la campana della Cincin di Francesco Riso. Quella che io vi porto è tradizione orale! io sono, come dicevo, subietto e obietto di atoria. Perciò mi piace ricordare quello che mi raccontava mio padre, il qoale voleva ini pormi il nome dì Vittorio Emanuele tre giorni prima che Garibaldi entrasse in Palermo. 11 segretario comunale, amico di mio patire, dopo aver detto: Don Camillovi volete rovinare voi e volete rovinare me, segnò soltanto II nome Emanuele. Il parroco, ìtalianissimo come tutto U clero siciliano. accettò i due nomi, ma in ordino diverso e venne fuori un Emanuele Vittorio. Poi mio padre fece correggere ria Tatto di battesimo, sia quello di nascita. E continuiamo