Rassegna storica del Risorgimento
PALERMO ; CONGRESSI STORICI
anno
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1952
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338
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la tradisione orato. Al processa BenUvegna l'avvocato Fenpino Puglia, eh* fa no* tpteb) di mio maestro di diritto. dlfeuMu* drll*imjwUio, aveva sollevalo Li questione Ji competenza dal Consiglio di guerra. Ma la Gran Cotto Criminale 1 dichiarò Iacea* patenti e II prore** torno al Consiglio di (narra. Allora 11 Puglia rieors* in fajaailniii. contro la sentenza della Corte Criminalt. 11 Capo della polista, c<m l'Idea ebr osa poni rione inunodiata avrebbe avuto un'importanza esemplare, sentenziò eba il ritorto era inatti n> IMI bile a faca fucilare il Bentivegna pendente il rkorao: trasformò cosi la eoo* danna in assassinio. Ne seguirono pressioni mi previdente della Cassazione di Sicilia perchi dichiarasse Inanimissi bile il ricorso, MI raccontava mio padre che ni disse penino di ani*, lettera autografo del re, invocante la sanatoria al fatto compiuto. La Cassazione, e su questo esiste un lavoro del Sansone, già segretario della nostra Società di storia patria, rispose: data la morte, non luogo a delilWare.. Magnifico; non ai (pudica un morto, ma si sanziona che si era trattato di un assassinio. E permettete a me, studioso di diritto, di sottolineare l'autorità die con tali atteggiamenti guadagnano le istituzioni.
Vi chiedo scusa se ho parlato non da vostro collega, ma da vostro soggetto di stndio per la tradizione che ancora rappresento. E ringrazio voi, eminenti eoDegb della Sorbona, io decano dei professori del mondo, perche non v*è paese che tenga in attività di servizio un professore della mia età. Ma, come De Sancii, mi rifiata di Durare e ora sono rientrato. Vi ringrazio e, politica a parte, non posso, pero, dimenticare Solferino e Magenta e tatto quello che la Francia fece per noi nel 1859. Rispondendo al prof. Bonrgin, lo assicuro che farò di tutto per ottenere la costruzioae di quell'edificio per il quale è già pronta l'orca, in modo che l'Italia non sia senza tetto a Parigi. I
Dissi, e coti mi piace concludere, che avrei preferito che Colui che solo ò grande avesse fatto si che la mia vita trascorresse tra Ingresso di Garibaldi in Palermo e il garrire del tricolore italiano a Trieste. Questo prolungamento di pena Io accetto, come si dice in Sicilia, in (penitenza dei 'miei peccati. E termino con un augurio cordiale e affettuoso per i lavori coi vi .accingete e che hanno un'eco profonda nell'animo mio.
Il discorso dell'on. Orlando è salutato da /una calorosa ovazione. Prende* quindi, la parola il Presidente della Regione siciliana, on. Franco Rcstivo:
Eminenza. Signor Presidente, Signori,
Il saluto della Regione siciliana a questo congresso sarà portato dall'Asse**" re alla Pubblica Istruzione, on. Cartiglia e perciò io non dovrei parlare. Ma la commozione che ha preso IVinùno mio, come quello di ognuno di voi, alle parole di Vittorio Emanuele Orlando, mi spinge a ringraziarvi personalmente per avere scelto Palermo come sede del vostro convegno. IH questa scelta siamo orgogliosi perchè rappresenta un riconoscimento dell'apporto della nostra terra e dei nostri uomini alla formazione di questa cara diletta Italia, apporto che l'on. Orlando ha ricordato così nobilmente. Quello che fa orgogliosi noi Siciliani è il nostro sentire iIsen>ioìdclloSllo,Me-lla sua autorità, dell'imperio della legge. Ed e questo che ci rende indiswlubi Intente legati alla Patria comune. Ed questo che ci dà la speranza e la certezza in un avvenire migliore. Anche so oggi l'Italia è offuscata da una realtà che il nostro popolo non merita, slamo certi della luce del domani, la luce di una storia, basata sul senso di giustizia che deve rinascere negli uomini .