Rassegna storica del Risorgimento

PALERMO ; CONGRESSI STORICI
anno <1952>   pagina <344>
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/ Umori 4al Congresso
ome l'Alain I vaglio di una seve preparazione filologica o critica, i burino troppo facilmente andare mila base di sbrigative interpretaziuni documentarie è di facili e docenti acco*tamanti, ad arbitrari* conclusioni Nessuno nego (ai lo potrai!* in realtà data l'importanza dal problema t c**o) l'esistenza od 11 significato grand i**imo del problema MìciaI? nell'età del Risorgimento. Ma per carità, attenti a non eroderlo l'unico problema, no a sottoporvi, troppo svalutandoli, gK altri dal tempo. Quanto poi alle accentuazioni pewimiitichc, alle apostrofi antidemocratiche ai giudizi negativi MII popolo, che l'Ala tri ha sottolineato nel moderati toscani, non hi sogna dimenticare come so ne trovino, ed acerbissime, in Mazzini e nei mani* ninni e in altri c*pontnti democratici. Evitiamo il pericolo di fare, per partito pre*o il processo ai moderati; cerchiamo di comprendere questi a i loro avversari. E, soprattutto, manteniamoci nel .campo che è piti propriamente il nostro, anello degli studi, senza laeiarsi trascinare in quello della polemica politica, o, peggio, della improvvisazione giornalìstica.
Fa*?>Co VALLECCHI : Mi congratulo con il prof. Alatri per la sua efficace coma nitrazione, che contribuisca alla revisione di posizioni superate, ed apro interessanti prospettiva. Ebbi occasione, studiando il '48 milanese e il dopoguerra piemontese del 1849, di arrivare a constatarioni che molto al avvicinano alle ave. L'indagine del gioco delle fono sociali costituisce certo una necessaria integratone dell'interpretazione polìtica: tuttavia mi permetto di ammonire di guardarsi dal pericolo di un rovescia' mento polemico delle posizioni tradizionali, ispirato ad una tesi preconcetta*.
FERMO PICBX osserva che troppo spesso da parte dei moderati si ha l'abitudine d'accusare di spirito polemico la storiografia di diverso indirizzo; e di passar aopra a rilievi e dati di fatto non consoni al proprio punto di vista, dicendo che al tratta non di storia, ma di polemica. Ora non bisogna che gli storici moderati pretendano a priori di posa edera la maggiore serenità di spìrito; e bisogna distinguere fra la polemica che è critico, approfondimento, doverosa rettifica, vita, in una parola, della storia, o ciò che può essere portato di spirito tendenzioso e fazioso. Che in Lombardia nel *48 i possidenti a in generale i ricchi fossero pronti a fare offerte a volto larghissime e gene rese, ma fossero altrettanto restii a soggiacere- a un regolare Inasprimento dello impo* sto, quale richiedevano le esigenze di guerra, fu gii meeso in evidenza dal Cattaneo: ette nel decennio 1.849-59 i possidenti cercassero in Toscana di fare i propri interessi e* cosa ovvia, bisogna solo vedere coso per caso fin dove ciò portava ad anteporre l'utile particolare all'interesse generale della nazione. Indagini del genere vanno fatte con calma e serenità; e per primo cosa il Pieri invoca un po' dndnJgcnxa:vero. chi tratta siffatti argomenti, e prega che non lo si accusi di spirito polemico perii solo fatto di trattarli.
FOA>CO VAiSKcem: Non convengo con il collega Pieri nella sua apologia della polemica. Non si tratta di opporsi a ** revisioni per spregiudicato che alano: al tratta del metodo con cui queste revisioni devono essere compiute. Ribadisco la mia convin­zioni!) che una contrapposizione polemica porti a sostituire una interpretazione tenden­ziosa con un'altra altrettanto fcàftcnrioMt. aia pure di opposta tendenziosità. Ritengo ebe il compito dello storico HÌÌI quello di elevarsi ad una visione, che valuti le opposte posizioni, ma anche le superi, mettendole a fuoco storicamente .