Rassegna storica del Risorgimento

FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno <1918>   pagina <73>
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'arieggio inMo di Carlo Troja a Margherita Fabbri d'Attempa 73
vi perdono, se siano dettai . l'ultima volta. Infine dovete conoscermi ed esser chiarita da me. - Ma succedano al rimprovero i miei più vMttendi-menti di grazie per tutto il rimanente a vostra lettera, iìmpatìcissima lettera! Voi vi fate vincere dalle mie preghiere:- voi vri ponete ad un lavoro che sia tatto vostro: voi volete che io vi serivessÈa dilungo intorno aUa scelta del vostra argomento. Che posso io dirvi?-Ieri sera tormentando me stesso, invidiava la lmm degli sciocchi : e son pur essi beati l ìlón cono­scono, e però non bramando il pendolo della loro vitojatte sempre uniforme : nella selva di questa vita, s'incontrano e s'intendono cotanto bene fra essi!-Non avviene cosi a coloro, cut la natura fece altri doni che della tutelare sciocchezza: la prigione e l'esilio sarà sovente il loro compenso; e pur questo è piceolo danno se vorrà paragonarsi a tante .angosce- dell'animo, alla spe­ranza del liene sempre delusa,; 'jnnatj tatto, a quel cercarsi che danno, senza trovarsi, due persone deÙ'Indole istessa. - Che vaneggiamento è questo ? voi dite. - Aspettate. - Io era in Bologna, ed il conte Marchetti dicevami quanto sarebbe da desiderarsi che le nostre Italiane si riscotessero finalmente: le cose morali aver più grazia ed efficacia nelle vostre bocche: esser tempo che le più gentili trattassero patri! argomenti, essenza nulla detrarre al vero, abbellirlo colle arti loro. Appresso ei m'incitava che, dopo aver compito il mio lavoro,, avess'io dovuto dare l'esempio : e due argomenti che lo prescelsi, gli piacquero: di uno vi ho parlalo mi sembrai, eipfisi Crociati di Bologna; del­l'altro non vi feci mai motto : era egli appunto J5a moglie di Girolamo Mario! Ed ora mi assolverete dalla taccia di aneggiaws Che vale dunque 'eh tó menti esistano senza trovarsi ? E se pur si fossero trovate, qua! prò ? A me sembra di essere incatenato come Prometeo : ben vorrei essere altrove, ben io vorrei che qualcuno mi comprendesse, che alcuno to' indovinasse. Son pur beati gli sciocchi 1-Quali grazie non debbo io dunque; avói rèndere ? Si mia buon'amica: ha moglie M Girolamo Storio è quel che conviene a voi ed a me. La nostra patria, le nostre istorie, le nostre virtù, quantunque passate : questi a me paiono, questi i soli argomenti da doversi trattare, or che siamo di cosi alto caduti.
TI pregio della nostra lingua iéM(Étónfe:rÉe .decorato; fa vòstra, tra­duzione delle fftyoi'e Ibafontaniane;: ina sOnjO esse e saranno in sempiterno francesi, né le grazio di un'altra lingua potranno vincere giammai le loro grazie native. Nell'ascoltar quel vostro proponiraentoi io vi lodava/; net-rascOltar 1 ivo., 'tb " rkgrazjo.- M- quantunque: -cosi lontano;. i> Vj sarò sempre dappresso, pungendovi e spiòtalovi ; sé pur fosse possibile che voleste indietro volgere il viso, io arowl onta e :À terrò nel solco aperto da voi E ne avrete fama, io vet prometto. Ardisci, dunque, donna di poca fede*
ardisci I . ....
88: ìo sapessi spiegarvi tutto il piacere che mi la la vostra lettera del 19, sarei pila contento, [jgpfetìÉ igfoi di me. Ila seconda metà d'agosto non è stata per me più propizia -.elite, ili giugno. Ho sperato dì riabbracciare alcuni de1 miei compagni, ma Invano. .'Ciò mi ha dato alcune febbri che ho dissimu­lato a me stesso ed a,mìètf0n ho scritto nulla da quindici giorni, ma ho studiato molto ed riÈHmehte a nuova situazione, in cui si trova il mio spi-