Rassegna storica del Risorgimento

1856 ; CEFAL?
anno <1952>   pagina <350>
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350 Giovanni Agnello di Ramata
Nel infilo del 1820 lo tato di malcontento, di etiti economica, di disagio sodale esplode tuiprovvluineiite in SIciU lOn*ita*iore, <hr,, (Mala, embro dovesse) sfociar* in) un acre fermento odalo che avrebbe potato aamuntn 1 earet* lori di irta soUevarione del diseredati contro (Il abbienti.
Per fronteggiare il cono degli avvenimenti anche Celala sorge una Giunta provvisoria di governo con Io scopo di assicurare l'ordine pubblico compromesso.
Or non sorprende tanto il (atto ebe a tntela dell'ordine sorga una Clanga provvisoria di governo, espressione degli interessi* delle preoccupazioni e dell'ai* larme dell rimar dei possidenti, ni ebo alla sua testa al pongano uomini usciti dall'aristocnuia fendale, come Tommaso Martino Animo Barone di Rocca e Val dina, pari del Regno e discredente dei Vridina principi di Vai dina marchili della Rocca, Antonino Agnello de Francisco dei Baroni di Ramata e Sign efori, Michelangelo Fintino Barone di Mandraliaca, quanto U latto ebo a capo di coloro che lo reazioni ed 1 documenti contemporanei chiamano <i sediziosi * compaia un Don Tommaso Pernice ebe, lungi dall'essere di origine popolare, appartiene a fami cita iscritta alla mastra nobile di Cefali tanto da fignrare egli atcsMi, nel 1810, tra 1 senatori della dui.
Dobbiamo credere all'cducuan di un cefalndeee Ciano della Bella in 61*, agitatore e guida di istante sodali contro la classe di origine, o non piuttosto la sua presenza ed il no ruolo di eccitatore dei disordini sta a provaro In maniera inequivocabile l'assoluta mancanza di un programma di adone o dì nna coscienza degli interessi sodali negli insorti?
So dal 1820 imitiamo al 1848, che pure in tante altre parti d'Italia rivela un chiaro fermento di natura .odale, troviamo che ì deputati di Celala al Cenerai Parlamento di Sicilia. Enrico PTralno di Marnimiim-a. Antonino Agnello di Ramata, Cario Ortolani di Bordonaro appartengono ancora alla rlassci baronale*
L'amico Gaetano Fattone, movendo dalla constatandone che il ceto aristo­cratico è largamente rappresentato e talvolta raggiunge la prevalenza negli organi direttivi della rivoltolone, prima, e del governo, poi ?. ha creduto di dedurne il merito di una partecipazione attiva dei baroni siciliani alla rivolendone. Mi i permetta di dissentire da tale aiudirio.
Che a Cefali, per restare nei limiti: di spado della mia indagine, por eaaendo stati I '.deputati deaignati attraverso eledoni, la scelta sia cadala su tre baroni non è a mio giadirio se non prova dd perdurare di una struttura sodalo legata d preesistente ordinamento feudde cessato di diritto nd 1812 ma soprawlwuto di fatto, come privilegio sodale, anche dopo il 1860 e della tolde carenata di una borghesia intesa come classe aperta, capace di assorbire gli elementi dissidenti del patriziato e gli individui emergenti dalla massa popolare.
II fatto ebo taluno di questi baroni fosse spirito aperto alle idee di liberta, intelligenza sensibile alle erigenge di progresso ed all'amore della scienza, so va ascritto a merito dell'individuo e può essere motivo di compiacimento per chi gli ria legato da rapporti di eonnanguincìtà. non modifica le risultanze di questa indagine sulla funzione delle varie dossi sodali.
Anche perchè compito dello storico non e quello di distribuire certificati di rivanno o allungare l*elenee dd martirologio, ma ricercare, al di tolto della super­itele degli avvenimenti, il abrtrato degli fhtercsri e delle forse in azione..
Resta pertanto nella struttura sodale dell'isola il vuoto detcrminato dalla mancanza di una autentica ria*** media.