Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; TOSCANA ; MODERATI
anno
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1952
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pagina
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355
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É
/ moderati toaiiL il richiamo diti Crittiditéa* 4M.'1. 35S
li jjiiraiwin ohe fifiM sno superati dui punto di vista politici* a sodala I limiti cbs i uimlU toscani voglhwk imposti alle rivoluzione.
Ow 11 14 iprlto ruppteaeuU un temporaneo accantonamento di ogni rrmìe dt-uto-crsna, promosso dal moderati stessi, può provami non aoltanto controllando nei Catti piali furono gli aviluppi della situazione nuova creata dal richiamo del Granduca; ma anche indagando ira le pieghe del pensiero e della coscienza politica degli stessi protagóniiti della restaurazione. Fin dal 1811-18, cioè nel periodo del ntuÌtno fiorire di ìlmakmi e di speranze, nei periodo di maaaima espansione liberale, il Ri doti aveva pia. volte battuto sul concetto che lo viluppo democratico dej timido avviamento costituzionale avrebbe rappresentato per i moderati la negazione *oluta di ogni loro aspirazione, e che per evitare questa presunta negazione essi ratto pronti a rinunciare a tutto. Pur esemplo, in una lettera dell'aprite del 1848 al Montanari >l Il Ridolfi scriveva: A me non dette mai fastidio il pensiero di un rovescio nelle battaglie. Vitali ti attingerà nel pericolo tanto più forte, quanto più quello fossa maggior*. Ma se unii vittoria non troppo andatala fa padrona del campo chi {tener* le intemperanti voglie delle tnasao trionfa trid. chi metterà limiti alle loro esigenze. come impediremo che la liberta non trasmodi in licenza ? .
Tutta lo. politica delta lega italiana, tutta la politica di alleanxa con Pio IX e con Carlo Alberto, che aaceaaarvamentc i moderati toarani svolsero nel 1848. ha un doppio appetto, che il Salvaglieli chiarisce in una lunga lettera del 2 dicembre 1848 indirizzata a ìtmoio: 3) dee da una parte un Piemonte difensore dclTasaeilo costituzionale, ma dall'altra anche un Piemonte guardiano dell'ordine pubblico contro, t rossi, È *uqueta linea che si realizza l'alleanza del 12 aprile 1849 tra le due ali del modera* tismo toscano, è- su questa linea che ralleanza si perfeziona negli anni seguenti, e non C*e nessun maturarsi di una vera coscienza liberale, come sembra credere il Ciampìni, ma 0*0 nn realizzarsi dei precisi obiettivi politici e sociali dei moderati nell'orientamento unitario, intravisto fin dal 1848 come l'unico atto fornire sufficienti garanzie.
Nella lettera dell'aprile 1813 del Ridolfi, alle parole che ho citato ne seguono altre che contengono Ja. chiave per comprendere un po' tutta questa situazione. Dice il Ridotti; e Noi non dobbiamo perdere'di vista che dietro alla rivoluzione politica attuale sta una rivoluzione nodale. È un concetto che, quasi con le stesse parole aveva espresso pochi mesi prima, in una lettera del 17 raarz*:3) JSon bieo-gna perderà di vista che dietro alla rivoluzione politica ormai compiuto, sta una rivo-luaonr sociale, che minaccia ogni civile ordinamento e quindi ogni prosperilo; e che si pub temere che al cessare dei pericoli esterni, comincino gli interni, se non si provvede per tempo . *>
Sono parole molto notevoli, che indicano il punto saliente. Innanzi tutto dimostrano che nel marzo del .1848 .un'ala del moderatismo toscano (che tuttavia trovò poi un perfette accordo con l'altra ala più avanzata) considerava la rivoluzione politica come ormai compiuta. In secondo rango dimostra che quegli uomini avevano piena coscienza del significato di classe, o se questa parola vi sembra troppo cruda dirò del si-gcufieato sociale, rivestita dal rivolgimento politico del 1848 e dai suoi possibili viluppi.
1 Pubblicata da L. RAVA in Epistolario di L.C. Farmi, li, p. 209, dt. dal Cux-rno, ep. er p. 832.
*J Pubblicata dal CIAMMNI, tei, p. 845 segg. *
*9 Cìt. dal Custricti. iri, p. 793. noto.
-*) L* sottolineatura è mia. diversa da quella dell'originale.