Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; TOSCANA ; MODERATI
anno
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1952
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pagina
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362
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3*3 /*> Altri
A quokto ponti) non ì può l'urr A rono di ricordare tonti wvawM* ud USI JJ.<*-.4'. apparve l',ip*U*la dal Ciiegasri. Il partito moderate, che tale ti considerava e tettava a tene* !" U proprio prestigio politico e orbarla' per le ev*uiuse del future, e*id oeU'albume aatta prostrazione. Abbiamo lo lattar* dal Capponi* del tUcaaoU. 4d Salva* noli, dal Cambray Digny. ebe tono lottato imbarazza te o preoccupata. Il Caoibray Digny cbr> -i preparava a comporre iRitardi milm Cemmiatione goovaotfaa Truia dal 1849, della quale aveva fatto parto, arrivo a deriverò ebe quando rApoUff sodò per lo mani dei moderati* il libro foco loroo un'imprHÌooa sinistra fino a fargli dtùVi-toro dallo loro stesse rimembranze . tanto eoe egli dovette adoprersi a far loro sehia-nn la fisionomie o tranquillar lo coscienze, *1
Interessante seguire l'epistolario dal Kicasoli In questi Itimi mesi del 184V in quelli successavi del ISSO e negli anni immediatamente posteriori. Vi si notano alcuni ponti fermi che potrebbero apparire contraddittori, e che invece ai legano perfettamente tra di loro in u sistema unico, veramente ferreo, ebe conduco .a una posizione unitaria e autoritaria. Questi elementi sono: I) un sostanziala disprezzo cela rivo al carattere morale degli Italiani e che si presenta sotto forma di delusione e di scetticismo; da questo disprezzo deriva la convinzione che le redini del potere devono essere tenute ben atrette*in pugno dagli ottimati di indirizzo moderato. 1 soli puri, i soli savi, i soli antivedenti come aveva scritto nella lettera che ho citate il Lambrusebini; 2) un orientamento intellettuale o filosofico sostanzialmente conservatore, quando non addirittura reazionario, che teme di condurre fino in fondo il proceaso intellettuale di svincolamento daITeteTodosia lungo il quale purtuttavia sono già stati, compiuti pesò notevoli. Questa caratteristica ritroviamo in Ricusali come tn Lambru chini. L'abate che negli anni più giovanili aveva spinto tanto avanti il ano riformismo religioso in senso autonomistico e che era arrivato ad affermare che per difendere questi obbiettivi riformistici farebbe forse stato necessario entrarej in guerra con i vescovi e con il papa, dopo il 1848-49 subisce una notevole involuzione, si aggrappa nuovamente a principi di autorità, ritiene che sulla posse giustificare l'opposizione al papa, rinnega in parte i suoi precedenti atteggiamenti di simpatia per i protestanti ecc. Quanto al Ricesott. ai veda la sua lettera del 7 dicembre 1849 ad Antonino Guazze*!, lettera neDa cai imprecazione contro Io e massime di morale infernale, che sarebbero poi le massime di una morale non etcronome, sembra di sentire quasi la voce di un gesuita; si veda la lettera del 12 dicembre al I-ytt~4'r.i in col il barone sostiene che la filosofia critica o idealistica tedesca, anch'està tutta ispirata a una fondamentale intuizione e ispirazione autonomistica, e più pericolosa al fondamento detta morale detto temo socialismo e del razionalismo francese. E poiché egli aggiunge in Germania manca la fona e rinfiuenza del clero cattolico, che può salvare la Francia* ai rende necessaria la spada del re di Prussia.
Con queste posizioni conservatrici mi terreno intellettuale e filosofico, sono strettamente legate lo posizioni politiche quali si maturano dal 18*8 in poi presso moderati toscani. L'orientamento nazionale, unitario e autoritario e il naturala coronamento pratico di quelle convinzioni intellettuali. E nel complesso la posizione intellettuale politica dei moderati ha un'ambivalenza conservatrice-rivoluzionaria di col la pio. compiate espressione e raggiunte attraverso il loro cattolicesimo liberale. Nula soluzione unitaria, ferreamente tenuta in pugno dai moderati mediante la stretta collaborazione col Piemonte e mediante l'ostracismo dato al democratici, sboccano e confluiscano le preoccupazioni sociali, che permangono fortissime anche durante il
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'1 Lettera del 21 ottobre 1851 al RicaaotL