Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; EUROPA
anno
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1952
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pagina
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364
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ASPETTO LATINO DELLA STORIA EUROPEA DEL DECENNIO
Le ariani degli anni 1848 e 1849 hanno Mntlm di particolarismo; istituzionale a sociale, nazionale e municipale, etnico * settario; dalla Francia al principati danubiani, dai campi di Lombardia a quelli di Ungheria, da Venezia a Roma; In Sicilia. Berlino e a Francofolta, a Vienna e a Praga, il modo è quello della diviueae: di eoa viene a giovarsi, unica, la Ruttala, la potenza del nord, più forte che mai. rispetto all'Occidente, nella sua triplice aaaiaa d'autocrazia, nazionalità e ortodossiu.
Cinque anni dopo constatiamo il grande fenomeno deQa composizione non preordinata, eppure operante ed efficace e ristorativa delle forze europee avverte al preva-ricare della potenza russa in direzione del Sud; intere**! politici economici e ideali si ritrovano uniti, a determinare una nuova Europa, anche una nuova Russia, congeniale alte, forze politiche medie dell'Occidente: sulla cui piattaforma al leva, in particolare, Q duplice edificio di un principato latino d'Oriente e di un regno d'Italia: concorrenti al primo le più autentiche e antagonisti eh e forze ideali dell'Occidente; al secondo, tutte le forze nazionali che nel moto del 1848-49 furono risse e contrastanti fra loro.
Nel 1847 le prospettive polìtiche culminavano nella maturazione di un moto alavo, awÙHtto da varie parò, apcdalmcnte dalla Francia, annunziato da Mazzini, a Londra, come l*avveato di un mondo nuovo, una rinnovazione pari a quella seguita per l'avvento dei Germani nel tei ritorio dell'antico impero di Roma. I risultati dei decennio, invece, quali si producono attraverso i sacrifìci di Crimea, ai definiscono-nella luce di un'insorgente e trionfante ideologia latina, nella rinnovazione dei concetti che Ir mentì nuove mutuano dalla rievocata realta dell'antica storia di Roma: nel tempo stesso che la Chiesa di Roma, già detta latina in un senso limitativo, condotta al puntò delTestrema umiliazione, genera, sul terreno stesso dcITesUio a cui l'han trattale forse rivoluzionarie, involontarie alleate dell'assolutismo politico-religioso dell'Oriente, il suo morivo di riaccasa, netto di cootaminazioni diplomatiche; riseosaa deotiaata a garantire e la aua autonoma esistenza rispetto alle Immense pretensioni del-rautocrutisTno ortodosso , e la ragione conservatrice, di fronte agli aaaalti indiscriminati del laieiamo sovvertitole, e infine resistenza nazionale diano stato etnicamente alavo, ma confessionalmente cattolico, la Polonia, che con la sua dedizione spirituale a Roma spezza la continuità delTetnos alavo, assurto ai massimi valori di presunzlono polìtica proprio alla fine del 1848, quando I valori dell'Italia sono secai a zero.
II momento ai pu fiatare aelTanno e nel mese, si direbbe quasi nel giorno. *Finche. Q tempo non abbia deciso la questione te debba prevalere la civiltà latina più adulta o la alava più giovane è proposizione del 3 dicembre 1848, in Prerucssrs edito a Venezia. E In quel mese II Tommaseo, rappresentante diplomatico della Repubblica Veneta a Parigi, osserva, che gli Slavi sognano un Impero di cui sta centro Vienna. Le affer mozioni atavo di quel semestre, dall'occupazione croata di Fiume e dalla parte primaria avuta dagli Slavi con Radetzki alla repressione del moto italiano, alla prevalenza del partito austro-russo nella corte di Gaeta, comprovano U surriferito giudìzio storico dei più geniale dei diplomatici dell'Europa liberate negli anni della grande crisi.
Eppure in quel maggio la rivolta valacca era stata salutata da un giornale di Genova come rùisorgemai di a un'altra Italia, e in quel giugno funghente Barone Sptcoy aveva auspicato la liberazione! del suo paese come Ingresso nel sem> delle * fismiUes romsiass appcllcas, par le genie de rhistolre, à former le boulevard contro l'absototismc. E prima ehe Tanno stesso spirasse, il dalmata mvii al patriarca di Carlowiz; Se gU Slavi sperano, vinta l'Italia e l'Ungheria, di domare l'Austria