Rassegna storica del Risorgimento
1852 ; TOSCANA ; STATUTI
anno
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1952
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pagina
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366
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L'ABOLIZIONE DELLO STATUTO TOSCANO U82J
JSelle conferenze che. alla fine Caprile del 1849, U Granduca Leopoldo teneva coi consiglieri, che aveva latto venire a Gaeta dopo la controrivoluzione del 12 aprile, la questione costituzionale era tata empiamente discussa ..=... Senaa dissertata dei meriti e dei difetti del riatcma rappresentativo, senza rimpiangere od approvar* la distruzione dello Statuto del 1848 fatta da un Governo del quale non riconww*-vanai validi gli atti, la questione fa posta an un altro terreno e trattata puramente otto l'aspetto politico. Fu rammentato e non contraddetto il principio che il Cf aeduca di Toscana, qualunque fonte in durino la tran dignità ed indipendenxa, non avrebbe mai prctieetnenu potato elmi assoluXisfa o eoitUuzionoU a tao Mano ed avrebbe dovuto di necessita adottare forme di Governo ben rimili, se non uguali a quelle ebe fossero prescelte daOa maggior parte degli altri stati d'Italia*. 1)
la ba*e a questi prìncipi venne compilata e pedila la aere del 28 aprile la risposta del Granduca alla Commiwùone governativa venuta da Firenze ad annunciare la restaurazione, ebe venne poi pubblicata nel Monitor* il 4 maggio. La rispetta chiudeva con una dichiarazione solenne: e JDebbono dopo di ciò i Toscani andar icari che porro ogni stadio per cercare i modi più efficaci a risarcirli delle sofferte calamiti ed a re-tanznre il regime costituzionale La guisa che non debba temersi la rinnovazione del passati disordini.
Il regime ebe ai instaurò quindi, col ritorno del Granduca, era curiosamente ibrido. Lo Statuto del febbraio 1849 restava la legge fondamentale dello Stato: t cittadini.toscani godevano dei diritti civili loro assicurati dal titolo primo della Costi, turione; 1*Annuario portava amebe negli anni successivi l'elenco dei Senatori e gli Uffici permanenti della Camera. Soltanto Camera e Senato non erano convocati.
Cori, in altre parole, lo Statato conservava In sua validità nella patto relativa ai diritti civili, albi uguaglianza dei calti. aDa libertà di stampa e di associazione. Era sospeso per quanto riguardava gli ordini costituzionali.
A governare in questa curiosa condizione giuridica, il Granduca aveva formato un minuterò di uomini che avevano lungamente servito, comò magistrati o ministri, prima dello Statuto e dopo lo Statuto, fino all'estate del 1848: un ministero quindi di conservatori, fedeli alle tradizioni della Toscana, non ostili per principio a quelle innovazioni costituzionali che potevano sembrare essenzialmente una tappa in avanti nella evoluzione della politica seguita dai Lorenesi fin dalla loro asceso al trono toscano; ma non. legati, per convinzione intima o per simpatie ideologiche o per intere*, ai nuovi ordinamenti Comprendevano la esigenza di assicurare al paese una indipendenza almeno relativa, ma ri sentivano toscani più che italiani e potevano quindi accettare fi fatto compiuto della occupazione militare austrìaca come una necessitai agradevoln rea inevitabile, di cui ai doveva tener conto obbiettiva mente quanto meno senza quella ripugnanza che i liberali ed anzi la grande maggioranza del toscani.* provavano per le uniformi bianche.
Tentarono bensì i nuovi ministri una politica estera di graduale riconquista della indipendenza; di resistenza all'invadenza del comando militare austriaco nell interno.
>) BZLDAMKKO.YI, Leopoldo 11 Granduca di Toscana td i tuoi tempL Firenze, IOTI, p. 375.