Rassegna storica del Risorgimento

FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno <1918>   pagina <75>
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Carteggio inedito di Carlo Troju a Margherita Fabbri d'Attempa 75
fra noi qualche mese, io ben perdono alla fortuna le ingiurie, che, da un anno a questa volta, essa mi sta facendo.
E siate pur certa che io dico vero, dì sorto, che a voi dovrebbe pur sorgere il desiderio di vedere la nostra citta, e .disporre in tal guisa le cose, che nel mese di maggio possiate porvi la 'via :fì?a'" piedi. Son sicuro che in quel mese la stagione sarà così amica e rìdente, quanto finora è stata severa e crucciosa.
Io ne ho molto sofferto, come vi scrissi più di una volta ; massime nel mese di gennaio: e ne ho tanto più sofferto quanto il cattivo tempo (che non ha mai dato tregua) mi ha sempre impedito fin qui di occuparmi da me stesso della ricerca intorno al personaggio a voi noto. Ne ho fatto chièdere da cento persone, ma non ho mai saputo che ì generali di cui ho toccato altra volta. Dal mese di ottobre fino a Natale, io sono stato la casa: la pioggia j)er cinquej mesi è stata continua.: interrotti I pubblici passeggi, e tolta ogni maniera, dì comunicazione fra gli abitanti. Lo stesso è avvenuto nel mese di gennaio, che ho passato presso che ftittin letto con uh 'fébbrétta insensibile ma ostinato. Non è pifil. tìe- Un. due- ò tre giorni daceM abbiamo bel tempo ed io sto sono dal principio M questo mese, ma coll'obbiìgo di non uscire se piove* trattan­dosi di disposizioni reumatiche, alle quali nuoce principalmente Tu nudità, ma che la Dio mercè sembrano vinte dall'ultima cura che ho fatta, il rossore intanto di non aver potuto incontrala quella persplànii ha tormentato non pOQòfs; .eh!>bt JOvauài di mef Or che il tempo è propizio, spero nondimeno di venire a capo delie, ricerche; m'a sarebbe cosa ulaìeche voi mi prometteste di far chiedere alcun lume dai domestici di D. Alfonso. Ciò mi era vietato nella vostra lettera. Io vi chièggo intanto perdono, amica mia pre-giatisBiino, !6 Sfera sicuro che avi'efce-attribuì te ad Una ragione-CQBÌ straordinaria come quella, della mia cura e della novità della stagionollaon, io?otuto eseguir la cosa da me medesimo.
La cagioni che mi hanno trattenuto in casa e senza che io avessi una vera malattia, sono state nondimeno quelle che più hanno: favorito- i miei studi. Ed eccorM 'ora a. darvi conto di essi, poidèson foura che voi prendete Aameìite" ai -ouoraaÉ belila vostra, benevolenza, f però i miei: studi mi sono divenuti pia. cari dacché ho sperato che vi potessero piacere.
Voi già sapete che io credei di non potere abbastanza svolgere la storia di Toscano* Sé non pigliando la mossa di Longobardi. Ma due grandissime questioni mi si facevano Innanzi .nel. nuovo periodo, che io aveva tolto trat­tare: la prima, se una parte delle Maremma Toscane e il tratto di paese di Badicofani fino a Titerfeo.; ffepsero stati comprasi nella donazione fatta da Pi­pino e da Gorlora>jae. Ila'Chiesa Romana ; la seconda questione, qual fosse la natura i'ipÌìr: imperiate! wÈBW e del potere, sacerdotale di Roma.
Da q tu-derivano poi nullo, conseguenze del diritto pubblico del mezzi tempi, conseguenze, Implicazione delle :qpii si sarebbe veduta principalmente nelle funeste gare dot G {libelli! ri e del àuelil. E son par queste gare che fanno il tutto, della storia Toscana fino, ai tempi di Daniello non ho bisogno didtrvk amica pregjaiima, quanto Blaw? difficili siffatte: iqulstioni, e però non vi sarà di maraviglia f opera cTwi tbtotno ad esse ho consumata la maggior porte del mio tempo fin dal pulito che m vi lnsoij Ma ora parali, se l'amor