Rassegna storica del Risorgimento
1852 ; TOSCANA ; STATUTI
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1952
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368
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368 Eugenio Artom
pallata l'appoggio, dksriWmo anche MM apparente, che pHWwinmi Covami dalla presenza di UBA op>oUU>rvc uoti irriceudUabiW,
FUM per annata il Gabinetto Beldeoafroai dovette ardere Un vukmu dui Barrane etteacriveodo riluttante U caacofduto del moggio 1851: forse per questo ri trevo dinnma quando la orisi dell'abolizione dalle Statato venne a maturare.
Nell'agosto ISSI il Gabinetto viennese prendeva il primo dal provvedimenti per l'abobaMM dello Statato, di Olmiltz, che sarebbe divenuta perfetta, eoi decreto dal SI dicembre dì quell'anno: dopo la lettura del noto memorandum del 26 agosto* col nolo Vienna piegava ai suoi ministri accreditati presto le varie eorti le ragioni della dc*v uooe imperiala (di cui in ranni il una copia in tedesco edmw traduzione), il Croaduca prese degli appunti* quasi a predisporre gli argomenti per una eoa analogo deci* ione, in conformità a quelli addotti dal eoo imperiale cugino: a No data Costilo*, per piacere ma per necessita; non per pcranaone. Calmato le paarioni gii ocelli ajocnia-rano alla verità .J. '.'
Se in quel momento la eoa volontà di abolirà lo Statalo, evidentemente, oro gli perfetta, tuttavia la questione non venne a maturazione se non nel gennaio ntteces ivo.
Ai primi di gennaio il Granduca riceve il Cesto ufficiale del decreto imperiale del 31 dicembre ISSI, con coi Francesco Giuseppa abolisce la Costituzione; riceve il .lfonùeur francese in eoi alia stessa dato Luigi Bonaparte pubblica, a 28 giorni di disianza dal colpo di Stato, la sua nuova Costituzione plebiscitaria. Ad Occidente ed a Levante la reazione domina assoluta. L'ora dell'abolizione dello Statuto era quindi arrivata: non per nuDa l'argomento pratico dietro il quale si ero sempre trincerato il Boldasseroni non potere il Granduca abolire la Costituzione mentre questo vìgeva. ancora in Austria era ormai caduto.
Cosi fin dai primissimi del mese il Granduca inizio la sua azione per predisporre il grave provvedimento, ponendosi una serie di quesiti politici e giuridici e chiamando a risolverli consiglieri fidati* ministri e magistrati; ma fin da questi primi aaaoggi ai rivela, un aperto contrasto per coi de. un lato ri schierano i ministri e dall'altro fidi coxtsgHi ri di corte, come ad esempio fl Procuratore generale Antonio Bicchierai.
Il Minuterò cominciò eoi tentare ano resistenza di principio. Ai primi di febbraio il Granduca sottopose ai otioi ministri il lesto del decreto di abolizione dello Statuto, che riteniamo preparato itenriolmcnte sui consigli del Bicchierai con un proemio ricalcato sugli argomenti addotti dall'Imperatore austriaco, cui riecheggiano * motivi degli appunti che abbiamo già ricordato e che e eottnnriahnrnte quello che precederà il decreto del 6 maggio successivo. A questo documento rispondevo il Presidente del Gooaiglio Baldusscxoni con la lettera 8 febbraio che riportiamo testualmente:
Attlnio ulteriormente pentolo al paragrafo del proemio eoe Y.A.I. e R. si degnava leggermi imi aera e eoe si riferisce olfatto del 12 oprile 1849 e a quello eoe V. A.feeepo-aseriormente, mi ri e presentate una rimessione efce mi eredo ìn debito di rassegnarlo.
In quel paragrafo a espresse, se non sbaglia, il pensièro che in tanto VU. non oboli subito dopa 1112 aprilo lo Statuto in quanto CO* le eircostanse generali d'Europa non lo permisero. (illeggibile) dubbio che quello fosso ruttate ponrioro di Y.A.I. e JR. ni le circostanze non solo non le permisero, ni d'attuarlo, no d'esprimerlo ma vollero muti che Ella- dovesse esprimerne uno diverso, rioò ebe le tondisioni del tempo non lo penne*-tetano di riattirare le Sfentio eoe volere pur restaurare per guisa the non poteste erre
1) Aaanvio STATO FJREXM:, Appendice di Gabinetto filza. 17 ina. 2.