Rassegna storica del Risorgimento

1852 ; TOSCANA ; STATUTI
anno <1952>   pagina <372>
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carioca come 1* discussione oootioai a limitarsi sul tema, della ammissione degli ebrei itile profearioni, quando l'art. 1 dello Statuto dej 1848 concedeva agli cattolici un altro diritto anche di maggior momento quale era quella di agni cittadino, wau dtstiniionc di culto, ad eavere ammesso agli impieghi civili e militane quando pertanto 1"abolizione dell'articolo stesso feriva na diritto di ampieaxa anche maggiore e di im­porta asa anche pia no tavole di quello relativo alla profe leionc forense.
Proba hi Intenta il Granduca non ha parlato della coaa, attenendoti ai conrigb* che quattro anni prima gli etano stati dati da mauri gnor Massoni nella nota del 29 feb­braio 1848, in col ai diceva che ove ai fosse incontrato rceùteaxa a dichiarare formal­mente la esclusione degli ebrei da determinate cariche ed impieghi* Sua Santità sarebbe stata tanfo nata a dal pensiero che asscndo esclusivamente devoluta al religiosissimo Sovrano la nomina a tutti gli impiaghi non potrà non verificarsi in fatto la menzionata eceerieue *) Era inutile sollevare una questione che in fatto non aveva trovato attua rione: ed anche i ministri, evidentemente, erano dello stesso penidezo.
La opponisionc dei ministri alla comunicazione del Granduca, che aveva trovato espressione nel memoriale Landucci del 4 marzo, torno a rendere esitante ed incerto il Grandui s, desideroso di seguire le istruzioni del Pontefice, ma incapace di imporre Sa propria volontà ai suoi ministri riluttanti.
Cori il Gabinetto arriso di troncare gli. indugi e di prendere formalmente posi-rione olla questione, ponendo su di essa come ai direbbe in gergo parlamentare la questione di fiducia.
Il 18 marzo il Consiglio dei ministri approvava e presentava al Sovrano uà lungo memoi Sale di venlotto facciate, od quale [insisteva formalmente sulla necessità di lanciare intatti i diritti che lo Statuto del 18-18 concedeva agli acattolici. A conclusione esponeva solennemente i suoi principi neDa pagina che qui si riportano:
Noi siamo nella coseienseoa opinion* che col lasciare le case come oro seno non ri attenti minimamente ai dogmi od ai principi dtUa Religione die ci gloriamo di professare e di amarti qucir.Cakrì. Noi non dovremmo tornerò tampoco che ai fono in dò casa alcuna che patatai dispiacere alla Santa Saia verso la quale prefessiama reteremo rispetta, giacchi mai ne Jka dato cenno nelle marie comunicazioni trattative die seguirono * pub olìcerione detta Statuto o precedettero, ad hanno finora succeduta al Concordate.
E sa pura quotate cosa ai fona dia Essa non potesse commendare, mai rilenghiamo che potrebbe riguardarla con quella Maia tolleranza, con l'esereirio della quale non è stato fin qui eontradetto alla nastra pratica né si contradice a quella di alai Stori cattolici, considerando quanto gran* sarebbe f'attaccare aggi una pratica questa natura quanto senso profitto della Eaìigione potrebbe sentirne detrimento la quieto del Ponto,
*) Aaoirvio STATO Fra Ergane, Appendice dì Gabinetto filsa 1? in*. 2. *) Ga9C<AjrKUI, op. V,