Rassegna storica del Risorgimento
1852 ; TOSCANA ; STATUTI
anno
<
1952
>
pagina
<
373
>
l'ahotititutv daHo Statala ttitìiaha (IBSt) 373
S V*A.K.l, ** (M the questa i la JiMuuumm esm Ut. quale il ì prvttdate nella irm-orina Al iurtri CwMtwcfate, rem* 41o geneealmtamte quella ro* cui ono riffa* /fr aiutili otttwufom*.
.<{W <M Oggi noi rfwterwMie * riputiamo eh" la Toscana, />*- cattolico .;uant'ara d'Europa, ) tota pera di fattura mano di tempo educata IHprincipi ti in pratiche <-*'), radiane wlfc pittimi n! crafitmi tfco nona patrioti* nunrhè facile di faridi ohhandotiart.
Net 6trtVi driia Repubblica fiorentino ai trattone i primi girmi di muli* masslm* eh in ria gìuriodìsionale manna più fardi costituita In Giurìsprudenio del Pati*.
il Granduca Cosimo mal 1546 imttituina l'ufficio dalla Giurisdizione., t Grandmiti successori se IM roterai* eoa più o man rigor*, secando il proprio caratura a secando i tempii fimo a. che. dopa In morte di Giocan Gastone, la Reggenza che governava la Toscana pcrVtmpafair* Francesca 1 datasi con agni impegno a atabilira ad applicar l moutm* tuuiatma la giurisdizione temporale dal'Piincipa dirimpetto atta Chiesa. Il Granduca Leopoldo I coltivava, ampliava e, m pur ai mal, esagerava la massima steste eh l'Augusto Genitore di V. A, in termini a modi pia temperati, sostanzialmente manteneva.
Quello eh i pia tardi accaduto non ha V. A. bisogno eh noi ci prolunghiamo a ram-mmatargliai.
V.A. I. e K. conosce le condizioni del Parte e non ignora che vi astato pure un qualche coraggio civile ad affrontar la pubblica opinion coti la trattativa a la conclusione dal Concordato. Noi abbiamo in ciò di buon animo secondate la religiose inclinazioni di Vji.t. lì. soddisfano ad un tempo ad un proprio nostro sentimema concorrendo ad un atto coi quale noi radevamo raggiunto un doppio scopo, dai di rondare omaggio reverente filiale alla Santa Sede apoitolica, con la quale si era la Toscana trovata pia volte in qualche spiacevole opposizione r di togliere insieme dalla nostra legislazione quanto poteva esservi di irritante per la Santa Sai medesima, ottenendo quiete per U rimanente, almeno fino a- eh* mutati i tempi I circostanze variate, potesse con maggior opportunità foni altri' manti senza gettare la perturbazione noi Paese.
Con astuto spirito, stata lealmente manifestato al Santa Padre medesimo, fa condotto concluso il Concordato.
Quello noi abbiamo inteso ed intendiamo eh debbasi fedelmente osservare ed matta-meni mantener* in sparito dì verità e di giustizia e con quella buona fede di the il governo di V. A. e R. si è sempre occupato. Malo spinger* I cote più oltre a noi non sembra asso-lutamente possibile, faiuveare ulteriormente o anche minacciare ad ogni istante di nuove ferita le nostra leggi in materia giurisdisional di tolleranza religiosa a noi comparite non giusto, non conveniente, non conciliabile con quella prudenza eh deve pur esser* il condimento dette umane virtù*
Si degni V. A. permetterci eh d appettiamo nuovamente alta di Lei saviezza, atta di Lei esperienza, atta cognizione che Ella ha del Paese. Li uomini dette Magistrature, delle Caria, detta Università, tutti quelli ietta vivente generazione che hanno ricevuta in Toscana educazione ed istruzione, hanno radicati nette opinioni, tradotti nette loro abita-dinl, i principi della legislazione che siamo assuefatti a chiamar teopoldina, ma che in mattanza e ben più antica In Toscana del Principe che Ir ila ti noma.
Noi abbiamo avuto aurei colla occasione di accennarlo verbalmente a V. Ai-ni possiamo quindi asitare a fcriverto adesso francamente.
Sa FA. V. potesse a ruoless consultare sopra questo argomento tutta la Magistratura tostano. Ella non troverebbe, noi n* slam torti, forse quattro Magistrati che tenessero malto più che sapessero pronunziare opinioni diverse da quelle che noi siamo stati in debito di emettere che qui con la più rispettosa convinzione conformiamo per declinare
4