Rassegna storica del Risorgimento
1852 ; TOSCANA ; STATUTI
anno
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1952
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pagina
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375
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Vaboliaion* dUo Statuto lottano (1852) 97
Altri invece ricno*cévanà la buona fede del Boccetta, attribuendo peto li suo atteggiamento' al etto non catara toaenao (!l), att*e**r vissuto cioè nel duna dai no ducato di fauci fuori quindi dalla tradizioni gràrisdizionauste del Gran* ducato.
la realtà U Boccetta deve avere agito per calcelo non dal tutto infondato. Gli nondnì più eminenti della vita toscani, i Capponi, i Ridala, i Rieasoli, i Pennuti, al etano ornai allontanati dalla corte e l'abolizione dello Statato avrebbe profondato quella frattura che la chiamata degli Austriaci aveva determinato ira i liberali ed il Granduca. D dissenso attuala sembrava dovere allontanare dal sovrano gli attuali mi ti ietti, gli nomini del paternalismo Iorcncie, che noi abbiamo ritenuto di poter chiamare,-in contrapposto aia ai liberali, ia ai reazionari, conservatori. Con le dimissioni che eoa la rappresentanza del 18 mano il minuterò offriva praticamente, embravano nomi mini al miniatro lucchese la possibilità di porre la eoa candidatura alla Presidenza di un Gabinetto reazionario.
Nelle diacttaiioni dette ncceaaive settimane cosi egtt apparirà al pubblico in cea-trappeaizione a Giovanni Baldaateroni, anche io l'antitesi non tornava a ano favore; tanto divena appariva la statura dai due uomini.
11 primo a Mentire la gravità del posto, a nùsurarc la difficoltà di trovare* più a destra ancora dei vuoi ministri, del momento; un capo e degli uomini che potessero sostituire il Baldaaaeroni ed i noi collegni, era il Granduca. Goal ricominciarono in hsi incertenee e dubbi e praoccu pozioni: coni per alcune art limane la rappresentanza del lo mano non ebbe una risposta esplicala.
VI fu bensì un tentativo di prendere pretesto da un incidente occorso a Roma, di coi era atato protagonista U Principe, di Canino, per persuadere i ministri a recedere dal loro atteggiamento: per quanto io non ubbia trovato il testo della lettera che il Granduca mando al Baldaaaeroni il 29 marzo, te ne può dedurre il contenuto dalla aperta o precisa risposta che ad eaaa diede il Preaidento del Consiglio:
MS pendane atamani la iurumns autografa di VA A, R. in data di tari aaro: ne no dolo lettura ai quattro colleghi eoi presenti ed i di concerto con i meditimi che umilmente rispondo.
Ciotta tperare che l'incident* promosso dal Principe di Canino patta terminare senza conseguenza. In agni ipotesi la condizioni toscane tono ben direrae detta romane.
/ nostri rapporti politici seno con l'Austria; abbiamo ora gli austriaci a Finta* mentre il Papa ha i franami a Roma! Quindi V. A, /. non può tornire la influenzo fran-case ma dette subire l'austriaco.
Ma Vabolizione dallo Statato non può a sento nostro, separarsi da una formula dui mintili lo spoglio dai diritti civili acquisiti dagli Berci e dagli Eterodossi che ne sono nel-l'attuale poesearo. Altronde quell'abolizione, inducendo nteessariamente una gravissima responsabilità in quelli che deioono eoneorrerri, eriga un Ministero che posso affrontarla con luna confidenza nell'avvenire: e quello confidenza non la potremmo oserà noi in fatela, alla questioni che laacerenuno pendenti e attorno atte anali lo rispettosa ma casrienzoso nostra professioni! di feda è già fatta,
12 A. V. I, a H. conosce Io sincera ad umile nostra devozione carso di lei: ma V. A. e troppo gioito a troppo generosa per potere esigerò che noi incontrassimo oggi uno responsabilità di quella fatta per ritirarci di poi fra un mese In faccia ad una soluzione pur poariuflr delle questioni pendenti ed alla quota la coscienza nostra non ci permettesse di cooperare. Permetta poi V, A. che noi la supplichiamo reverentemente a ritenere dui al punta quale aggi tona le cose, nel ceuiro effetto che ineeiiaoìlmcnta dato estere prò-