Rassegna storica del Risorgimento
1852 ; TOSCANA ; STATUTI
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Kugtmiù Ariani
don dalTomolitione dettò Statuto non può atra n*utrattztnta te non eoi <br al Po*-.* tirai fiducia eh* non siasi per teeedera aneli* più addietro.
Iti mitra oKtccHo uicomùicereboe per /a TWand UDV IHIWO e V.A.t. e II. ha di bisógno par inisìarla delTopera di ptr*one eh* ti tentano Ut foto t la fona notattarie per rrfolaria.
Non ho ben decifrai* tutto lo paralo * quindi non ho ben raggiunto il tomento di ciò che V A*ttai degna dirmi aulto nato di Livorno. Contata V.A.S. dio non tanta optata arxiona ai Principi di trovare chi. dica ai meditimi quAlo che può eauro laro dispiacente.
Io ÌO di fatto propria che ho avuto duo ciotte dal Cancelliere di quello /Vasto* Dati. Castelli a che par duo volto ho procurato di distoglierò Vinaio di una deputazione ebraica a Vi A* Ha veduto una lettera dal regio procuratore Jtolani la quota parla di allarmi net letale ebreo: tento qui quello che non vorrei sentire ed il Consigliere Landucei mi dico con' stargli che lo famiglio Lampronti a Della Ripa hanno espresto il concetto di abbandonare la Toscana e studiare ài ritirare i loro capitoli, Varremmo di cuora che i nostri timori sul' roggetto di questo spoglia fossero esagerati, ma in coscienza ti persuadiamo ogni giorno più che purtroppo noi sono.
Quanto oWaffaro protesti nel giorno della settimana santa non fu taciuto a V.A. eh* costante e tranquilla Ha pratica di non ne far* a Livorno, mentre te ne fanno a Firenze o in altri luoghi dal Granducato, Nanfa occultato il voto del Nervini interpretativo del Gina costituito e fu accennato al noto non ragionato di distanta di uno dei Consiglieri di Stola, So lo cosa aveste potuto lasciarti in ttatu-quo non avremmo amato di meglio: io soprattutto tango al vecchio a ciò mi valga a scusa so sona abbracciato olla legista-sione Leopoldina ma prestati da tutta la parti a far sparirà una difformità di pratica imbarazzante a nociva al commercio ci pare rasionale di uniformarsi aBa pratico generale e credemmo che anche di fronte al tonto più scrupoloso non dovesse faro ostacolo che si facesse a Livorno come a Sòma {30 marzo 2852).)
La polemica* corno il Baldanseroni scriveva, non restava racchiuda nei ristretti circoli di Governo: le commisti ebraiche erano in profonda agitazione tati*, una dopo l'altra, presentavo no memoriali e suppliche. Privati presentavano al Governo, che pun-toahnente li trasmetteva al Granduca, relazioni e documentazioni di guanto accadeva all'estero, specialmente in Austria; lettera private, fogli clandestini giungevano al Granduca a dare la sentanone di come il problema tome ornai di dominio pubblico.
In modo particolare, uno stampato clandestino quello a cui già abbiamo accennato sequestrato dalla Polizia a dal ministro Landncci tra-met-o al Sovrano, esasperò Leopoldo II: una lettera particolarmente imperiosa, contro al ano stile normale* ingiungeva al Landncci di accertare ad ogni corto chi foste l'autore del foglio anonimo nel quale scriveva il Granduca al riconosceva lo utile dell'ew. Salvn-gnolì. Certo in ogni caso In carta e la stampa rassomigliano mollo a quelle del Cottitu-àonale al anale il Sahragnoli collaborava e che in quei giorni aveva sospeso le pubbli* Castoni per ordine del Governo.2)
Itt esso l'anonimo O gli anonimi scrittori rivelavano al pubblico quanto avveniva in alto, spiegando come ormai 1 conservatoti tipo BaldaMcroni fo**ero superati e come, tesati all'Austria ed a Roma, lìastii 0 al Governo i resrionarl col proposito di prosegui re la politica dal Concordato fino alla estrema conseguenza della demolizione della legislazione leopoldinn.
*) Avemmo STATO FnutnzE, Appendice di- Gabinetto filza 101 iar. 3. =1 Ibidem - filza 1? Ins. 2.