Rassegna storica del Risorgimento

1852 ; TOSCANA ; STATUTI
anno <1952>   pagina <377>
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Vubotirion* fUo Statuto toscano (1852) 377
Commenti in tutta Analogo vanivano del mio ripeter! anche adi lampa pie-monte** e p*rno in alcuni giornali belgi. CU piriti filolitorali, imi pannai dal dJaee* 1**? vi ai leggeva avevano voluto incoraggiare Baldeaacroal, eperando che la waiione ai fi inumi quel punto non oltre, va ormai BaldaMeroni a Landoocìa Lami anno aparati a al arrivava a Baccello. Non. ci ti ferma eolia via delia reazione no volta iniziata, eentenziavaoo gli oanrvateri etranieri.
tortamente accanto allapremio ne della pubblica opinione* che I minlatri andavano eccitando e di coi riferivano le manifestazioni al Sovrano, vi erano delle reazioni con­trarie; nulli- carte dei Granduca trova per cecropio ana curioaa lettera anonima tutta candalizsata del fatto di vedere dei ministri opponi al proprie) Sovrano: a dopo il potere dalla piana ed il potere del Parlamento dobbiamo noi vedere opponi al potere regio il potata roinuteriale ? ai chiedeva indignato l'anonimo reazionario. 1)
Ha qoeata vaca esa isolata, o almeno appara tale nel voluminoso inserto in coi il Granduca conservava le carte relative aQa abolizione dello Statolo: tulle le voci della pubblica opinione li elevano a favore dai ministri, nel .tenere la uguaglianza civile degli acattolici.
Fa eeccrione aoltanto dedaa. ma evidentemente non passionala e soprattutto non libera dall'influenza del ano ambienta la voce di Scipione Bargagli. Il ministro toccano a Roma aveva ricevuto copia della rappresentanza del 18 marzo "e ne era rimaato egbmenlo pensando alle reazioni che il documento avrebbe turitato negli ambienti vaticani. Sì era affrettato a rispondere ufficialmente al Presidente del Consiglio in acuto negativo, dichiarando di non rhueàre a spiegar! la reaziona ministeriale e rifiatandosi di misurare la Importanza dell'argomento, tetto il rincara che la lesione dei diritti degli ebrei e degli acattolici discendeva soltanto come conseguenza di una disposizione generale (l'obourione dello Statuto) e che per queato tutto ai limitava a cercare 11 modo di indennizzare I privata che ne sarebbero tati leti. Contempo* rancamente pero aeriveva a Lnigì Venturi, vice segretario a. di fatto in queato cara segretario particolare del Granduca, una lunga lettera in data aprile desti­nata evidentemente al Beai Padrone del eoo pregiatissimo anrico Signor Luigi.
Dopo ave riassunto la risposta nata al Prelùdente del Comizlio, il Bargagli acri veva che non esistendo possibile proporzione ni alcun termine di confronta tra la parvità del rttfcìr**ff {eh* è ridotto in ultima anàtisi al rato rsereisio forense vincolato anche da molte restrizioni) a il gran fatto di una minaccio di ritiro come mi trae a chiare noie espresso naì dispaccio ufficiai* che accompagna la Rappresentanza, la contraddizione enarmis-sima che ne emergi non può acero aura spiegazioni! che dal Governo si e solato profittare della circostanza per fora solenni dichiarazioni protesiti al Principe in materia accie zràzfico erte in fondo tono l'anima di quella Rappresentanza..... La Rappresentanza suddetta ha per vero tuo scopo di dichiarar* anzi protestare che oltre limili del Concor­dato deVCaprilo 1851 il Governo del Granduca non procederà di una linea* 'i
pone il Bargagli aveva ragione: il ministero aveva la sensazione che per la Santa Sede e per 11 Granduca il Concordato era un punto di partenza, mentre per i ministri che 1> avevano firmato per la Toscana poteva esecra consideralo un punto di arrivo. Il Bargagli ipeo ricorda come non a cara i negoziatori pontifici avevano introdotto sei preambolo del Concordato quella espressione frattanto, con la quale ai voleva indicare che il Concordate) non voleva disciplinare tutta la materia eeeleeiatiea ma
*1 Axcnmo STATO Fumee, Appendice di Gabinetto filza 17 Ina. 2. 3) Jttdera - filza 17 ina. 2.