Rassegna storica del Risorgimento

FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno <1918>   pagina <76>
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N. Belletti
proprio non si burla di me,parai di aver chiarito quelle tenebre e.di poter dire qualche cosa non detta per il passato Memo a quegli argomenti.L'aver trovato il Fantuzsd ha dato nuova luce alle miericercher ivi, fra le altre cose, leggessi la donazione di pipino alla Chiesa Romana, donazione fatta nel 753 e conservata negli antìeifiini archivi di Venezia. La lettura sola di un tal documento rende inutili milioni di volumi e di dispute sostenute dall'età del Cardinale Baronie fino a quella del Cardinale Borgia. E quindi può riuscire di alquanto interesse la mia fatica: ma ecco una opposizione che mi viene' fatta... EH mi si dice che l'avere studiato a fondo la natura del potere ponti-flcio' e'd imperiale sia un argomento il quale riguarda non: meno la Toscana Che ritalia tutta, e fórse la moderna Europa: chepeiio.angusto e.hreveitìtoM alla cosa è voler chiamare semplicemente Toscana- la mìa istoria. ÀttBSO risponda che un titolo modesto ò da preferirsi ad uno ampolloso ; che vai meglio dar di più dì quello che si promette, anziché imitare i Francesi, i quali aprono sì gran bocca nel parlare delle cose loro. Ma io veggo in verità che la sola Toscana è'"pjceiolcampo alle mie ricerche, nò io debbo privarmi di descrìvere i-: fatti della vostra Romagna COBÌ essenzialmente uniti a quelli di Toscana, e non posso tacere della Lega Lombarda, onde tanta gloria pro­venne al nome italiano, lo sono dunque tentato a voler intitolare Storie itu-Mam dal VI al MWÈ-. secolo quelle che avrei chiama-fo Storie Toscane., Se voi sembra che questo titolo, come a ine sembra, non sia lo stesso chelMtro di Storia Italia, non avtei ripago di luiaie uso: l:e storie italiane possono ben essere quelle d'alcune contrade d'Italia, e non di tutta l'Italia. Se venite in Napoli, parleremo insieme di queste cose; altrimenti, e sia vano tltiniorjej., aBrnnenti, verso il iìiese.d giugno, ipoErè -depOstee n'èlc. mani: .tltìtìlfL mia amica il primo volume. Ora ho chiuso i libri, e non sono più che nello seriV vere :. voi' non sarete certamente per biasimare U ritardo. Addio, mia buona amica: io vi ho forse annoiata, ma nella triste solitudine in cui mi vivo, lungi da' miei migliori amici o da quanto è più caro all'anima mia, ho voluto fare un poca, .di èGB.versazionc. .con vdij è soit tornato col pensiero, a' miei fiorai bellissimi, quandu mi .era dato' d!i faveÌ.Taa'e a mio bell'agio con -voi A B. Giovanni vi:. piaccia ài recare i miei complimenti ed i miei saluti affettuosi. Deh. venga égli con voi Addio di nuovo; fatemi avere subito le vostre no? w tizie, jpèrche nello slato in -cui siete non vqgltov, che' mi scriviate. Al1- coiife Edgardo le mille e pilli, amichevoili.-cose; in; nà* noma* non v'incresca di alga ' a tóerator le notizie della vostra fanciulla. ó sono e sarò sempre quale mi conoscete, pieno delia stima più; vera e del più amichevole attaccamento.
Di Kapòìl, 25 febbraio 1827.
8.
Amica mia pregiatissima,
CJKe posso io dirvi* it come rendervi grazie? Mentre io non per anco avea risposto ad una ddlalffoitra più amabili lettere, quo! si fu quella 13 marzo, eocòiiiene un'altra tanto: jtiTi.geniciquanto meno -aspettata I Bel io ben prér tendo che la. mia memoria sia buona, ed invano altri spera di poterla calun>