Rassegna storica del Risorgimento

"DONNA (LA)"; GENOVA ; GIORNALISMO
anno <1952>   pagina <383>
immagine non disponibile

IL SETTIMANALE GENOVESE LA DONNA (I8SW6) NEL QUADRO DEL GIORNALISMO FEMMINILE DEL RISORGIMENTO
11 giomaUuso italiano ha ut Moria cosi ricca di valori * di anticipazioni die w W pò* gareggiare in una serrata contesa par la conquista dalla porfrirml di pri* mate Joa il gioraslUmo di qualunque altro Paese. C'è un settore, tuttavia, oal quale OMO noa aedo di appalesa alquanto la ritardo por quella che la prima data dello sor m*aifeUuoni ma si dimostra anello io genero povero di energie e scarsamente s*u<i-tatare di ceni. queste il campa dalla stampa periadica femminile.
La Francia, ad esempio, poo rispetta att'Itatta Tentare in proposito una priorità dà circa atto lustri. Il parigino La Journal dot Damai è infatti del 1759, ) mentre il primo periodico femminile italiano. La vara repubblicana non vede la luce in Torino che nel 1798 ad opera di vittoria Sforano,3) la quale e pertanto la prima donna italiana che figura in veate di direttore di giornale, strappando per pochi mai di anticipo tale pri* mata a Eleonora de Fouseca Pimentai, animatrice fervida a coraggiosa nel 1799 del Monitora ftappUtano. }
significativo osservare che queste prime affermazioni in Italia della stampa fem­minile e delle donne giornaliste non -ono che U rincaso di una situazione generale a di Un orientamento di pensiero, l'una e l'altra -naturati al di fuori del nostro Paese, an­che te poi a di eaao vivacemente ripereoi*i. Mancavano infatti nell'Italia della fine del Settecento i presupposti fondamentali quelli d'ordine materiale non mono che quelli d'ordine psicologico perchè potessero sorgere movimenti in difesa dei diritti della dorma della forza e dell'ampiezza di quelli allora già sviluppatisi, oltre che in Francia, anche in Gran Bretagna in Germania- Mancavo, in altro parole. nell'Italia del periodo che va dalla fine dal secolo XVII ai primi lustri del secolo XVIII il dima adatto perche si potesse tentate in questo campo au scala sia pare quanto si voglia ridotta, qualche cosa di analogo a ciò che si pensava o si faceva in altri Pacai dell'Occidente europeo.
Troppo arretrata o - sa ai vuole impiegate, un termine di suono meno aspro troppo diversa ara la condizione della donna italiana del tempo rispetto a quella delle ne sorelle di Francia, Gran Bretagna e Germania, perdio eerti principi di fronte ad essa affermati noa potessero non apparirà Come un qualche cosa di artificioso, non in sa stessi si badi bene ma in rapporto alla realtà del fatti e dauo tradizioni, cosi radicati gli uni e cosi profonde lo altre che aeppure il più potente vento rivoluzionario avrebbe potato di leggeri scuotere. Ecco: occorreva tempo al tempo: i principi, le formu­lazioni ideologiche in questo caso si proiettavano troppo innanzi nel futuro, senza riusci­re peraltro ad abbattere la barriera del presente. E con quali conseguenza è facile intuire.
) Cfr. Bjert MAZXDBB, ffittoit* dir la ptttoa parUUnne, Editions du Pavois, Paria IMS. p. 30. ,
3) CO. E.XRICO JOVANE, U prime giornoUrmo torinese, Ed. Di Modica,, Torino 1938, p. 200. La. tara repubblicana -. gioverà sottolineare e il primo foglio fem-minue italiano di idee; che, se su considera invece tutto il complesso dei fogli dedicati alle donne, esso risulta preceduto nel tempo da dne periodici di modo: ti Giornate delle danna nel 17416. e ti Ciortiale dMa meda nel 1788: al proposito efr, GABenoXA, LUATICQ* Genealogia e vietnde dal giornata di mode, in La Lettura, Milano, settembre 1942.
s) Cfr. BmwDirrro CROCE. Eleonora da Fornata Pìmmtrl t (l Monitora Napole­tano, in La Rimolmiono Pfopototano dal 1799, Bari 1926.