Rassegna storica del Risorgimento
"DONNA (LA)"; GENOVA ; GIORNALISMO
anno
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1952
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pagina
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384
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384 Leonida B*t*étr*ri
E olfatti,incanalato prima tra 1 saldi argini 4*1 regimo Mapoitonfco ImpUutto Batto della Rivohuriuae frances*, ImbrigHeta in seguita I*Eoropa tallii dal governi Iella ilefttjiurasjone, I mi-lt nuche nel settore dal quale stiamo di Munendo al* I'tnmuraari, non proprio *U*.p-*gmff-4,difoÉolaideU" miov. ..ir.- efcir i-arw ""Piarti via via formando*!* la stampa femminile italiana al Iwmimrlaea aw a virtnalmeute perdere <J,?UI rilievo ideata.
La cosa, Mdii pone dall'angolo visuale dalla politica, la si comprende perdita menta; la mancanza della libertà è par il giornalismo il afa spietato dai carnefici. Ma, a disancorato dalla polltiea o orientato per quel poco o per quel tanto ella fosse ifidi-pcaabilein senso conformistico, un giornalismo femminile che non fosse dal tatto privo di tu qualche contenuto di idee, è lecito sapporre che avrebbe potato avare una (tua vita anche nell'Italia degli anni successivi al 1815.
11 fatto che questo giornalismo manca quasi del tutto, e, per quel poco che coati*
atta ad operare, si rivolge più che altro a trattare di mode e di abbigliamento, e prova
di quanto circoscritto fosse allora il bisogno del pubblico femminile italiano di tentare'
di andrà dal chioso cerchio delle sue abitudini e dello sue aspirazioni gelosamente a
perche no? grettamente casalinghe.
fi questa Una semplice constatazione che si fa, non un atto di aoooaa che si Intenda elevare a carico di questo o di quello. La ricerca se cosi si può dire di eventuali rosponxabilita non avrebbe in questo caso senso alcuno, dato che una situazióne del genere non era che il riflesso, anzi uno dei tanti riflessi, dello stato generale- economi' co e sodale prima ancora che politico delle popolazioni della Penisola italiana In quel tempo. Va non d fuori di luogo, comunque, di sottolineare questo fatto come una prova o se si preferisceuna riprova del distacco profondo della quasi generalità delle donno italiane di quel periodo dalla vita e dai problemi della collettività. E non c'è dubbio che anche da questa grande assenza, come da altri gravi mancati apporti, si possa trarre utile elemento di spiegazione del perchè di certo co-i faticose e cosi poco salde conquiste del nostro Risorgimento nazionale.
Ma torniamo olla stampa periodica femminile italiana Par ritrovare in essa qualche cosà che sia realmente vìvo e vitale non solo dal punto di vista dell'impresa edito* siale, ma anche e soprattutto dal punto di vista della formulazione di un indirizzo di pensiero netto e preciso, occorre arrivare ino al 1848. Solo alloramai'ritrovano giornali il coi programma mira a spezzare 3 chioso cerchio dei particolarismi femminili, per tentare invece di determinare la posizione e le nuove possibilità e le nuove esigenze della donna nella società moderna, dando con dò stesse alla massa femminile riconoscimento piò alto di dignità e l'avvio, conseguentemente, per on soo più proficuo inserimento nella vita della collettivi.
Da quest'angelo visuale meritano in particolare di essere ricordati due giornali apparsi appunto nel 1848 a Roma: la Donna Bizzarra* di cui fu animatrice Virginia Cazzin i, e la Donna Italiana, 0 che lignificati vani e nte raccolse una fitta schiera di collaboratori e collaboratrici In ogni regione della Penisola. Il senso del patriottismo, e imperativo della causa dell'indipendenza nazionale furono gli elementi fondamentali attorno al quali al polarizzò la propaganda di questi due fogli romani. Questi giornali, tuttavia, anzitutto per la brevità della loro esistenza che non oltrepassò i sei o sette mesi al massimo e. In secondo luogo, per il fatto di aver avuto vita in periodi di particolare
) Tanto della Dima Bissar r a che della Donna Italiana tratta ET;Mnu AUaiKXIn Dizionario dtì Rùargimrnto iVa-iottele, voL I, p. 334.