Rassegna storica del Risorgimento
"DONNA (LA)"; GENOVA ; GIORNALISMO
anno
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1952
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pagina
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385
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H settimanale g-vioin-ar La Dona* (I85S*56), se, 365
vB*r*mfmui* polittc*. non i può ovviarti eoi* ri tur i?ie alano pervenuti e rrli*s*r * quello eh**i dito un. Uvi.iv in profonditi. Il clima ad quittoM1 pcravajMportava più. alta concitazione che aUa pundvrasùme e Utci.tt.va Campo parto più ai iiUur-ntO vivace a travolgente che min ni ragionamento pacata a metodico.
OMOun<*ue, questi duegierusli della Roma del 1848 vanito pur *cmpr C/Uider*li come esempi di notevole valore significato del tentativo di dar vita ad on gioraali-Ma femminile italiano che non reputa*** esaurita il ano compito nel dar ragguaglio delle taltime novità dell moda o altre cono del genere, ma sentisse invece il dovere di volgere l'attenuane a problemi di effettiva importanza collettiva, *olanriamio*i di principi sociali e di idealità politiche più consone alle tendenze e alle necessita dei tempi dagli venti he vanivano misturando.
In latto, però, quota esigenza sembrava da parta dal pubblico femminile aiaoi scarsamente sentita (e qui al ritorna alle osservazioni dianzi accenna te), ne, d'altro lago, i compilatori dei periodici che olle donne appunto particolarmente ai indirizzavano mostravano in genere salvo le pochiaùme eccezioni che si e visto una qualche positiva volontà di presentarsi in veste di innovatori, neppure per quel poco che o*se possibile ro*a urtare troppo duramente conilo le leggi vigenti e l'ostacolo ben peggiore della particolare mentalità dei pubblico.
La conclusione e che anche i migliori tra i giornali femminili italiani del tempo (e aie ormai già alla meta del secolo XIX!) non sono che dei fogli di notizie e di figurini di mode* e di pagine! più o meno scelte e coordinale, di narrativa, patria e variata. E la proporzione di queste duo componenti Fondamentali che caratterizza e distingue - per quel tanto che è possìbile- un periodico femminile dall'altro Siffatta valuta* zumo e applicabile, aenza tema di errore, in. ogni caso anche in quello del milanese Cvrrian dette Dame, che pure nel novero di queati giornali si presenta indubbiamente corno uno dei migliori. )
Per trovare qualche coita di più compatente struttura culturale ed ideologica occorre parecchio altro tempo ancora. non saranno, anche allora, che tentativi sporadici e di scarsa vitalità.
Nelle Provincie del Regno di Sardegna, che ono quelle pure in cui la ttampa periodica h possibilità migliori di vita che non in ogni altra regione italiana, bisogna giungere al 1853 per imbatterci in tra periodico ed è une* solo che tenti con reale serietà di intendimenti di prospettare in tetta la ava vivesse ed urgenza il problema dell'elevazione colturale e della preparazione sociale e politica della donna. questo foglio rJseo Redenta, che, ispirato da Luigi Guata ma compilato interamente da donne. Comincia appunto in quell'anno a vedere la luce in Torino. Alla prova del tatti perù tale giornale doveva rivelare bea presto Ut poca robustezza non gin delle atte formulazioni e dei ano intendimenti ideali, ma di un altro elemento, d'ordina al infinitamente meno elevato, ma tuttavia altrettanto importante ai fini del raggiungimento di concreti risultali pratici: quello della sua struttura amministrativa, Pet questa ragione Vea Redenta non ebbe On'esistenza facile, ne riuscì a durare a lungo; ni miglior sorte toccò ad un altro giornale, Cuore Peiwwro, che avrebbe dovuto continuarne l'opera ;
*) Cfr. CasTatsUA. LAUTICO, p. ci*.. Fondato nel 1804 da Carotina Lattami, il Garriate dette, Dome ebbe vita assai lunga, annoverando nache collaboratori di primo piano come tra gli altri, Carlo Tene*. Nell'aprile del 1848 il Carrier* dette Dame landò la moda del vestito alTitabanaa.