Rassegna storica del Risorgimento

FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno <1918>   pagina <77>
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Carteggio inedito di Carlo Troja. a Margherita Fabbri d'Attempa 77
niarejnèpoi egli è un gran atto che io mi rammenti si forte di ciò che più ha giovato all'anima. Ed ohi se io vi dicessitK-cercato con gran fatica una istoria Ma chiesa di S. Alessio: e non sono appena tre di che l'ho trovata, e percepita prima cogli occhi e poi colla mente. Scritta in buon kunojocon molto giudizio, dal P. Verini, ella mi è stata larga donatrice eli molte notizie utilissime alla mia storia, M ha saputo eccitare in me le pittliete rtomì>ranze delle mia vijta Or egli è inutile il dirvi quanto quel libro è dolce per me j quanto II luogo descritto dal Verini suona caro al mio cuore: ia ciò io non rogito maestri, e non mi sento inferiore ad alcuno.
Ahi così prontamente, come io desidero, potess'io riveder l'Aventinoi 13 .'Grianlcplo m'è quasi venuto in: odiù.; e fu quel giorno istesso (per me dì trista memoria.)} liei quale k>. ricevei: l'avviso: che fejcea mestieri abbandonare una citta, ove io viveva una nuova vita ! Il sepolcro del Tasso e le dipinture del Domenichino a Sant'Onofrio non mi furono cosi liberali come le vie del­l'Aventino ; e da quel giorno In qua, non ho più condotto che una misera speranza di .cambiar sito, comel'inìermo. Nondimeno la speranza mi si ridesta nel petto; ed io vi dirò césiCli.e-Uonancora ho scritto a* miei umici! Voi già sapete quanto io sia stato solitario e selvaggio dopo il mio ritorno: sapete come io mi sono trasportato in un altro secolo,, e come non posso dare alcun impaccio al presente. Pur questo non serve7: sono stato chiamato per rice­vere una severa ammonizione di dover rientrare nel retto sentiero; se noti rientro pena l'esilio.
E ciò mi è stato significato nel punto medesimo, in cui sono stati esiliati. tre, ai quali era stata fatta già pria! Ja stessa ammonizione, che or mi è stata fatta. T>k eiò: io con chiudo 6nó si larderà punto a ripregarmi, di viaggiare. 1 miei genitori non sanno ancora, nulla di questo t io non ho altro debito se non di far si che alcuna mia imprudenza non divenga cagione del loro danno e del mio partire ; or, poiché la coscienza non mi addebita di aver commessa alcuna imprudenza,, Io son contento, e non mi si può nulla rimproverare. Così potrebbe il Olanictìto tornarci a cuore'; cosi potrebbero alquanto respirare a Cor beHfàigio i .polmoni tormìsi dal petto questo peso di avere ad esser yeg* saitò, quando io non. fo nulla,salvo che studiare tranquillamente. Siffatto fèso mi 6 più grave che non -l'Etna era grave atp Encelado; nondimeno voi cono­scete qua! debba essere il mio dolore per rispetto a quello d miei genitori.
d or io, rìpeusaindo. a queste misere condizioni, rileggeva il verso del XX VII del Purgatorio>'9m BeaMce. e; te è questo muro -; e .poi gli altri, quando il poeta ebbe passato 11 fiume. Ho meco un llhriccino della Divina Commedia xfiviso in due torneiti; havvi le rime di Dante: il tutto stampato per opera di Monsignor Monlsi: ed io ne feci l'acquisto ini ffionfóiiEii tratto in tratte* sili leggono;: ìn margine alcune noticiue assai saporite; sou desse tratteggiate col lapis. .Questo iiisJriccino' mi è catìj/pfe' che non sapessi dire: spossò è li mio compagno nello mie passeggiate; riposa sempre a capo del mio ietto, ed lo affiso avidamente gli occhi là su quelle npUcine* Qui dunque io rileggeva - Fra Beatrice e te questo muro - e cercavo pure eUeligfittpatleo lapis: vi avesse descritta qualche parola. Ma davano É cercarel Ma pur lessi quivi qualche altra parola, che confortatemi a sperares eccovi donde traggo gli auguri!