Rassegna storica del Risorgimento
"DONNA (LA)"; GENOVA ; GIORNALISMO
anno
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1952
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pagina
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393
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Il avffimojtal* giviowat* La Donna (l85S-56)t me 393
ima vette e le medesimo funzioni di chi tirila politica fu professione: eoa gli * uomini patitici' atto -.i vuolecho abbiano amettertiCo gara anche le* donno paliti cha. Ci guardi il cielo n proclama cosi ad on certo ponto, rivolti alto donna ') dal eon-filarvi a diventare politicaslrc. Vi perdereste le vostre attrattive..,.., L'off etmszione a ceca e precisa, ma n contemperarae il tono duro quasi aggressiva interviene. rubilo dopo, tutta una tene di considerazioni fn senso alquanto diverso 4t Ma la gravi qtùstieoi 4 aggiunge infatti che interessano U patria, dallo quali dipendo Pavve-twre dei vostri calia e che da ricino o da lontano toccano anche quell'economi* domestica, alla piale a ragione ponete tenta cura; quelle erari quiatioai non ri debbono trovare indifferenti. E veramente ri co) anni crebbe chi ri dicesse tali.
Ora, è proprio perche questa indifferenza di fronte ai problemi collcttivi non avee ad escere determinata ed. alimentata dall'ignoranza da parte del pubblico femminile del problemi tessi, che II giornale La Donna intendeva operare. Le direttive di quest'opera sono certo apparse evidenti attraverso le citazioni che si è venuti via vìa facendo. I risultati pratici quelli almeno relativi al seguito acquistato tra il pubblico ai possono dedurre dalle affermazioni stesse della direzione del giornale nel a. 52, in data 2 agosto 1856 in occasione del compimento del primo enne di vita della pubblicazione:* Se poi ri piace considerare, amabili lettrici, che La Donn a ha fornito l'annuo riaggio 'senza una amorfia di tenerezza ad alcuna consorteria letteraria, artistica o politica, senza incensare alcun idolo e senza sacrificare alcuna vittima, aborrendo del pari dall'adulazione e dalle ingiurie, converrete con noi che l'esistenza della Donna è oggi un vero miracolo.... Purtroppo, perà-, tale favorevole situazione non doveva durare a lungo. Pare infatti che il giornale non abbia avuto vita oltre il n. 62, in data 11 ottobre 1856. Ciò e quanto almeno si può arguire in base all'esame della collezione del giornale stesso conservata presso la Bi -blioteca Universitaria di Genova: tale supposizione trova, del resto, motivo di conferma in una lettera indirizzata nel settembre del 1856 da Enrico Donatelli ad Oreste Re-iinoli,-} lettera nella quale si accenna che nella compagine redazionale de La Donno erano sorti inconciliabili dissensi in ordine ai criteri di compilazione del giornale.
Comunque anche se arrestatasi realmente al 62 numerorenitenza del gior-mic La Donna, dato il carattere particolare del periodico il pubblico limitato cui caso al dirigeva, costituisce già di per se stessa anche, e specie* in rapporto ai tempi un'affermazione tra le pia apprese abili. Se a dò si aggiunge la cousideraxxoae di quelle che ai rivelano le sorgenti di pensiero dalle quali caso si alimentava, il giudizio a suo proposito non può farai che più favorevole ancora.
Attorno a La Donna ai raccoglievano come si è risto redattori e collaboratori provenienti da ogni parte d'Italia, facendosi largo posto alle energie femminili che (salvo pochi cori, il più clamoroso dei quali quello di Cristina Belgiojoso Trivulzio) avevano avuto sino allora nel nostro Paese scarse possibilità di potersi manifestare nel campo del giornalismo. Anche da questo elemento oltre che dai generali principi ispiratori il giornale traeva, nel suo senso pia completo, Q carattere di foglio nazionale, carattere che poi veniva ulteriormente e materialmente rafforzato attraverso l'efficiente rete di distribuzione predisposta dall'Amrnmistrazione del giornale
** Nell'articolo Dell'utilità della storia riguardo alla donna nel n. 26 del 2' febbraio 1856, p. 203:
5j Tale lettera, proveniente da Valenza, è in data 21 settembre 1856: essa e citala da A. Naax, epv <ir al n. 953, a p. 309.