Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; CRIMEA
anno
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1952
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pagina
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395
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IL REGNO DELLE DUE SICILIE DURANTE LA GUERRA DI CRIMEA NEI DOCUMENTI DIPLOMATICI FRANCESI
La sierico che non al limiti a radunar carte, ma ricerchi la vita in esse raccfcfatoa, non può fare a meno di sauVrmarsl pensoso att! tramonto di un'epoca, aulla fine di una tradizione. Di frante alle difficoltà presenti aleniti tendono a rivestir* di orpello il passato, a rivalutar* tempi a ligure; e la otaria dell' Italia meridionale non riè sottratta a questo fenomeno, favorito anebe da un malinteso orgoglio munidpalr; *> tendenaa pericolosa, che ri lega idealmente a periodi di crial del liberali-zoo inteso nel senso più Iato.
La fierezza della monarchia borbonica di fronte a Francia ed Inghilterra, che talvolta riscosse la rimpatia penino dei liberali del tempo, a noi non può che appasta aa non. come difesa del panato, tendenaa all'immobilità. La vita è lotta, progresso, evoluzione: guai a chi. uomo o Stato, pensa di poter rinunziare a ancata ferrea legge che regola il mondo. È questo l'errore in cui cade Ferdinando II net noi ultimi anni: pensa di potar fermare le afere dell'orologio, di poter vìvere sempre come ha vissuto, (eoa inula modificare. Togliere a degli eaaeri umani la speranza di ma avvenire migliore, di nn domani mutevole, vuol diro alienarci anche i propri territori: tatti, allora, nel Regno e all'estero, aentono Q bisogno di uà rinno-' vameato neOo Stato; quale però, nessuno allora sarebbe tato ben la grado di precisario. Piò. ancora del sentimento di nazionalità, delle idee liberali, degli errori di politica estera influisce questo stato d'animo diffuso: e il Re stesto, conscio di costituire l'ostacolo maggiore al soddisfacimento di queste aspirazioni,*) teme) per 1 propria vita, e ai rinchiude sempre piò in se atesso.
Uri fine ritratto psicologico di Ferdinando II di Borbone e stato tracciato recente* utente da uno studioso, il Moscati, e può considerarsi, almeno in gran parte, definitivo; no : documenti da me raccolti lo modificano sostanzialmente. Il Moscati acutamente avverte che par Napoli corno per l'Austri* il sorgerò della questione d'Oriente rap-I presenta la fine di un periodo storico: ma i soli documenti austriaci che egli ha fra le mani non gli danno modo di sviluppare tale tari, che appare, invece, chiara ove ai faccia appello a quelli francesi.
L'isterie e passiva attitudine del Re di fronte alla crisi appare chiaramente, quando la ai raffronti con quella di Vittorio Emanuele H e di Cavour, che fin dai febbraio del 1853 inviano a Napoli un agente segreto, M. Thomas d'Agiou t ad offrirò un accordo fra.: duo maggiori stati della penìsola. Il D'Agiout stava svolgendo sui fogli del riarsale TI Moditrrronto una campagna in questo senso; le sue relazioni con Napoli per la bonifica del lago Fucino erano note. Naturalmente la missione fallisce-e il Barro t, rappresentante francese a Napoli, non se ne stupisce:*) conosce mollo bene a la baine de Ferdinand pour tout ce qui vieni du Piemont, da Ini definito un foyer de révolu-
*> All'estero non ri h creduto di dover mutare in nulla ti giudizio tradizionale: ri veda ad ea. il quadro che del regno di Ferdinando ci presenta Cu. H. Poc-Tata in Dimoerotim et Cttpiialtemc, Paria 19-18, p. 558.
1 Cfr. U rapporta dell'invilito austriaco Martini dell'I 1 sett. 18S1 in R. MOSCATI. Ferdinando II di Borbone. Napoli, 194?.
*) Barrai a Drouyn de Univa, 16 e 21 febbraio 1853. A.M.A.E.. Naplee t. 184.