Rassegna storica del Risorgimento
FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno
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1918
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pagina
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79
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Carteggio inedito ài Carlo Troia a Margherita- Fabbri d'Attempa 79
9.
' Pòsilipo 26 foglio 1831. Mia buon'amica,
Orami sento- che io non so viver, ideine, se non in Roma, tranne l'estate; per ora egli è impossibile di parlarne a mia madre, ma, io. penso di farvi una visita in gennaio. . ?. . Mi piace sommamente che in questa generale sovversione d'idee, vostro fratello abbia fatto in Cesena il suo dovere : risposta là fit nòbile, Gh'ei poteva dare ai suoi detrattoli, e calunniatori. Un uomo onesto, qua! egli ; non dovea pospórre ili dover .suo.'.M mantenere la tranquillità e la pace nel suo paese alle vane teorie e alle stolte speculazioni dei giorni nostri. So die il conte Eduardo sarà scomunicato dai molti cheripott-gono tutta la felicita pubblica nei turbamenti popolari e nelle agitazioni cittadinesche ; ma che rileva ? Ormai la testimonianza della nostra coscienza dev'essere tutto pejf :aof j'm lo ònp! saprò mai che tonar vostro fratello di essere stato la principale : cagione della quiete dì Cesena. - Ricevo in questo momento una carissima Ietterà di Gabriele mio da Firenze ; dove mi assicura dell'amor suo e della sua stima; questa sola ini basta, se anche coloro i quali mi erano amici si volessero tutti allontanare da me. Mi dice anch'egli il mio Gabriele, 0 Ze sue ? venture gli hanno tolto (Mvmomsi agli occhi qua-luWjue prisma d'illusione mondana*
Ed aggiunge altre cose, le quali sono pienamente secondo il cuor mio ed il cuor vostro, e certamente, si come veggo dalle opere, sono secondo il cuore di Eduardo. I.;etìdaréi, pei contrario, quelli che pia s'accovacciano e gemano pei tremar d'una l'oblia sono quelli che bantu* la -parola più alta e risoluta., e vorrebbero mangiare il mondo, mfk nascondersi nelle viscere del la terra, se si ode qualche sussurro.
Addio, mia amica buona e vera e leale; Éte boa tanto cose a vostra saréli, donna, di proposito, che; mi piace molto.. della quale non ho potuto coltivar l'amicizia in questi nltiini giorni della mia dimora in Roma
IO.
Fosfììfoi. iS settembre 1831, Mia buon'amica,
Nel principio i questa settimana, mi sonò svegliato tutto molle eli sudore, cosa che non mi .Accadeva da molti giorni; a ecco, ad un li:ratito,-a6io-gliersi l'umore noi ginocchio, ed ìù saltar di letto, bello e dritto 1 E già fo le mio solita passeggiali sema bastoneOr;non'è questoli surge et ambvM, l'Evangelio? Tant'è, io cammiino di nuovo, e non bopju'CunasOancnezza, 0 debolezza .h< voglia dirsi, nel ginocchio, la quale si; dileguando coi moto. L'aria comìncift sensi Intuente in PosiilipO ad operaie in mio favore. IjBft.j