Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; CRIMEA
anno
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1952
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pagina
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408
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Gufo Hautii di Vn*m*
Quet* difese sono poco convinosati richiamano II memorie a* analoga libro di Dea Musatti ni governo di Remai tondi** dimostrare dw episodi d* jtrfetn potevano avvenir* anche in Inghilterra e In Fronda, un avvertita cjke al u-t lava a* niiii di eccezioni. Be pia persuasiva risultava la pubblinarion* 41 ÌMC Ini della poliate napoletana so) Consittuiiorind, MÙT Indép*ndant* B*tgf MI afai temali.
L'opera di difesa del VexùQot oltre eh* per ragioni ideologiche al piega col fatta eòe erano in cono gii dal 1853 >) trattative ira Sianoli e la Sesta Sede, beaste su concessioni reciproche: ai ere rìnnndato all'inappellabilità delle sentenze dd Crudiee della Monarchia in Sicilia In cambio della soppressione della proie per il mancato tributo della Ghinee. Ma il grado di eroaionc operato dalTeidea e. può essere avvertito dalla entità minima della l'orna che occorre per roveaciarlo: nessun esempio può pia di quoto provere rerrore delle teai materialUtiebe.3)
I rilievi del Savareae MiU'ctjoiJihrio ira entrate o nacite nei bilanci napoletani, già sottolineati dal vecchio Canio, le affermazioni dd De Svo sulla quasi inesistente pressione ficcale, limitata alla imposta fondiaria e alle tante di bollo e di regiatro. e olla relativa prosperità della marina mercantile, indubbiamente favorita dal riordinamento dei porti, allo stato attuale a dire il vero, molto scarso, della nostre conoscenze, sembrano accettabili: incontestabili mi sembrano pare il beato cotto delta vita e il modesto tenore di vita dcua Reggia e l'Incremento del risparmio*3? Il Regno delle Due Sicilie poggiava an di ana baae economica data da un rigido protezionismo: l'isolamento era riducalo non aolo dalla Corte, ma anche dalle boat tradizionali dell'economia e delle consuetudini: la vita ai concentrava tutta nel cerchio locale. Si inumi la concorrenza di capitali stranieri negli acquimi, questione economica che influisce nula politica e che sembra giustificare la permanenza del regime. Eppure rattristato, minoranza piena delle aspirazioni del secolo, ebbe ragione dello Stalo e lo travolse; e segui invece Io Stato sardo, pur con i paurori ifravami d'ogni genere che esso imponeva. Anche dal lato sodale la base del potere borbonico era I vesta; clero, molta parte della nobiltà, la campagna, l'esercito, la plebe, ebe ancora nd 1854 acclama coturiasticamenie Ferdinando II e accetta di dichiarare ubbidienza al Re Assolato Padrone. *) Ma albi base del Governo vi era un profondo scettidsmo sulle posaibiHlfc di progresso del paese: gregge, non uomini costituivano per i dirigenti la variopinta folla ebe con la iti vitalità delle ione tropicali Africani, li chiama Ferdinando II popolava via Toledo e le altre strade, ftssirnieui ad esso un minimo vitale; istillare il senso dell'obbedienza per meno della Chiesa e dare divertimenti e coreografie: ecco la ricetta in coi tatti i responsabili credono. *7
') D. de L. a Barrot 25 gennaio 1853; Taliacamc, incaric. d'affari Sardo al M.ro. 20 luglio 1855.
= La Cour a D. do L. 19 dicembre 1854 e 20 febbraio 1855. Von HCKCS*, /Voce Ianni di ricordi eoe* trad. C p. 334.
*) C. SAVABXSS, L finora napotaane * ìc finanze piemonttrir Napoli 1862; Ferdinando lì non prendeva iniziative finanziarie. C. CUJUNO-Doisvrro, L'economia meridional* prima m dopo il Risorgimento, Firenze, 1908, p. l che forse, pero, esagera e sottolinea troppo certe tendenze: la politica economica in contrasto eoo la finanzia-fj, il subordinamento dclTagricoIturu all'industria, l'inerzia dd rapitali.
*) Cropello al Ministero Esteri Sordo, 24 dicembre 1854 e 3 gennaio 185S.
5> Cav. Balestrino al Ministero Esteri Sardo 20 marzo 1854.