Rassegna storica del Risorgimento
FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno
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1918
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pagina
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80
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madre (ciò è molto dire) afferma di esser contenta del mio volto, ed io starei benissimo, se rincoinmodo emorroidale fosse1 Gessato Jatutto. Ma di ciò scriverò sabato a Concioli . .
v ">J Liberatore sempre immerso nel suo Vocabolario che sembra lavoro* simile a quello delle Danaidi. Altro" non so né posso io sapere del mondo, se non Wff mio. fratello ha fatto veniiré. Uno. stolto giornale di Napoli, dal quale si sa meno ÈL questo mondo che non si sapeva prima di averlo letto. Nondimeno io sono contentissimo eéoeeupatesemprenelmetterfuori questo primo libro, in guisa che mi debba riuscir facilissimo, tutto il rimanente, allorché sono posti Jbene i fondamenti dell'edificio. Sempre più ini confermo nel mio pensièro Che la parte veramente difficile sia stata quella,. già superata, delle leggi di Rotari. Non potete credere come ora con ogni facilità mi veggo condurre, a quella meta.
Salutatemi caramente Eduardo, e ditegli che ora sì l'ha fatta, e mi sembra che non possa più schivare il titolo di uomo feudale, di aristocratico, di ser-;vile, di gesuita, se occorre. Aver egli proferito, senza il debito rispetto, l'augusto nome dei Scms culottes ! Aver volute, che le. persone si rimanessero tranquille a casa loro, conservando i loro averi 1 Avdepoclie ogni galantuomo ha da far contro questi Sons culoltes, i quali vogliono rovesciar tutto e non trovar pace e quiete se non nella guerra e nella conflagrazione perpetua ed universale 1 Sono questi delitti imperdonabili agli occhi dei nostri liberali, massimamente de' più imberbi e de' più ignoranti e de' più codardi fra essi
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Parlando io con Galanti delle cose sparse intorno al mìo mutamento, gli narrai ciò che avvenne a me giovinetto, nell'anno 1.808. riguardo al suo fratello, l'illustre Giuseppe Galanti, che merita una celebrità, maggiore assai di quella ottenuta da lui. Questo insigne uomo, non inferiore ai Vico, -ai Filangieri, ai Genovesi e ad altri grandi Napoletani; -aveva combattuto per tutta la sua vita, e con libri e con fatti, contro gii abusi della feudalità e delle giurisdizioni baronali Ma, venuti i Francesi, vollero spogliare i così detti baroni cosi dellagrarisdizione dei benijjroprii feudali: diche sdegnossi l'animo onesto del' Galanti iUbbenei avendo; So- coluto, nel 1806, conoscere quell'uomo insigne, ini fu risposto di attenermene, perchè colui era divenuto il più gran fautore: della feudalità e dei Baroni, e però un birbone, un malandrino,; ecc. ecc. Questo mio racconto fece grande impressione sopra Galanti mio. Come vostro fratello, osi avviene oggi a mer-..gli soggiunsteedel mi disse che questo era verissimo*- Qua! piacere per mefdopo av;er tenuto :qUe,o discorso., di riceve la vostra Ietterà nella quale mi dicevate che avevano scritto ad Eduardo, essere io divenuto uomo feudale!! Ieri, avendo io dovuto scrivere a Galanti, gli ho raccontato il fatto: di Eduardo e della mia feudalità.
' . .. .: :.- - . Spero -che si possano accomodare gli affari di Bologna e fie'Wa Romagna .in mod> che al Governo, possa piacere ed essere lltìle M> popolo; ma il' 8a<riculottteìM dèi giorni nostri fa poco operare un esito soddisfacente. Dopo la fuga del Belgi, è inutile voler aprire una gran bocca in Romagna.; e lo etesso vaio] fui: Polacchi non ha per certo migliorata la loro condizione politica. E però'- voglio augurarmi che In Romagna sapranno con-