Rassegna storica del Risorgimento

FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno <1918>   pagina <83>
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Carteggio inedito M Carlo Troja a Margherita Fabbri d'Àltemjìs 83
leggi longobarde, che qui si conserva, è stato per. me un tesoro più pinoso di qualunque regno. Voi siete la prima, cui mi fo a ragionare di quello che vi ho scoperto, e forse la soia con cui ne avrò ragionato cosi distesamente eome ora ed insipido mi sarebbe sembrato il piacere della scoperta, se tostò non; 3ò avessi diviso con voi, mia buona e vera amica-Or dunque sappiate che, nelle leggi dà Rotaci, ho scoperte molte varianti di gran rilievo, e molte lezioni che si accordano con alcune mie congetture. Ma chi l'avrebbe sperato? Egli mi è venuto fatto di scoprire due nuove ed inedite leggi del re Rachis, e nove di suo fratello Astolfo, quel fiero inimico dei Romani, vinto due volte dal Re Pipino 1 Certamente una si ricca messe dee considerarsi come una véra fortuna er chi ricerca le cose dei; Longar bardi e sa come tutte, in gran parte, siano perite le memorie di quei remo­tissimi tempi; ma quelle undici leggi nuove non sono già semplici leggi civili di diritto fra i primati :-; sono leggi politiche pertinenti alla costituzione intima del regno longobardo : leggi sulla milizia, leggi sai passaporti, sulla sicurezza interna nel tempo della guerra d'Astolfo contro i Romani. E perciò, cossatO/.-Jt regnoLongobardo, coloro, che copiarono i loro codici, omisero queste leggi, che avevano cessato di avere uno scopo. Ma voi già vedete quanto siano esse preziose per uno storico I sì, voi lo comprendete, nò fa mestieri che io ve lo dica. Or ecco: .due. esempi di queste leggi :
1 Rechi Re ordina che nessuno possa entrare nelle Marcite del suo-regno, senza un segno o una lettera del Re (ecco i passaporti). Or dunque ìe. Marche vi erano, come io aveva- sempre detto a me stesso, fin dai tempi di Carlo Magno* e pepo f aìto; gli; ufficiali militari, addetti alla custodia delio/ frontiere, i quali idbvevauo riconoscere il-segno ola lettera, etoòi passaporti di Rachis, sotto l'ispezione di un duca superiore, che prendeva il titolo esclu­sivo dì Marchio. Ecco caduto a terra, non dico per mezzo di ragionamenti che ometto, .ma per mezzo d'una legge solennissima, ecco caduto a terra uno dei principali punti eostenuM da Muratori e:ria Savigny ctìeile Marcite non si Conobbej?o in Italia se non di:: poi ai tempi di Garlo-jMagno * ed il .Repetti, che, tra, I suoi pretesi argomenti di falsità contro il frammento Fantuzzinno, addu­ce va- quello di trovarsi quivi nominati i Marclvtones, farà bene giuramento a sé stesso di non parlarne* con troppa facilità, delle cose che ignora.
É", Astolfo Rei iSe <che;n:on debbano l vegaateffl del suo. regno ;com-mereiare con Bomawfo ltoinMb:iii> Ohe, se un magnate del regno raeom-mereiare con: quelli, perderà gli onori e gli averi, e* se sarà un semplice arimanno, o uomo libero, perderà parimenti gli averi fai inoltre (oltraggio gravissimo per un Longobardo) sarà decalcato, afOuchò possa dire; - sic patilur qui cnm Romanie eamiwcfownabuit, quand nos lites hademyisioè quando Amo in gueiravopn ossJ..i-:rviva Dio. qui Romanis'intendono essere, non 1 sudditi di Astolfo che traevano l'origine dai Romani antichi del tempo in cui venne Alboino in Italia, ma s'intendono i Sommi di Roma e di Ra­venna, inimici di Astolfo. Or tirate voi la conseguenza, in mezzo a tanta paura di guèrra, e uienjre Astolfo pubblicava leggìi ài '6mordìnariamente crudeli per un Longobardo, a proposito dei Romani esterni, egli poi non avrebbe dovuto dire una parola delBouiani interni, se vi fossero statt nel suo regno