Rassegna storica del Risorgimento

1854-1855 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1952>   pagina <450>
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INTERVENTI DI EMIGRATI ESTERI NEL MOVIMENTO DI PREPARATONE IN SICILIA ri854.18S5)
Attraverso la violazione 4*1 secreto cpistelare h ìilo/flnm- di polizia di Palermi aveva travato in aita lettera di Rosario Bagna co. Indirizzata nOn roojfjje, un'ultra lettera enea indiria*, dir doveva essimi congegnala tdTaw, Francesco d'Onofrio, ritenuto sovversivo poutieo. Le due lattare venivano copiate diventavano abbietto di particolare attenzione per le nmechinazioni poliziesche.1)
Il Baguaco era quello stesso, che insieme al fruitilo Francesco, (in morM nelle grandi poponi di Palermo, aveva atampato e affisso i famosi cartelli del 12 gennaio 184S. annunziando la datn San per il movimento rivoluzionario. Atto di audacia* che, come riconosceva le stesso Salvatore Mnnwcalco, Direttore generale della polizia. aveva inflwntnmo i cuori dei palermitani e dei ricitir.ni alle gla dal *48.
Il d'Onofrio visitava di quando in quando la signora Bagnzsco con la massima drcopezìone e ù incontrava poi con altri iraoi amici in luoni diverti deiU città e della campagna
La lettera incriminata annunziava l'arrivo in Sicilia di un emissario, che, apparcn temente inviato per affari di gra nah'c e di olio dalla ditta Felice Mirabelli di Malta, in realtà era latore della parola d'ordine degli esuli e di un piano di azione datare couc-scere ai patriotti dell'Isola.
Altra lettera, proveniente da Mantìglia preannunziava pare l'arrivo di ma emis­sario politico, perchè dallo fpirito di iniziativa dei Siciliani ri attendeva, di nuovo la cantina della rivoluzione.
113 maggio ISSi arrivava a Melina Luigi Gioacchino Fenecb; egli dopo rei giorni partiva per le Calabrie, sostando a Paola e tornava a Messina il 18 per attendere il fratello Vincenzo, che arrivava da Roma il giorno 24.
Questi nello atea giorno scriveva a Malta alla ditta Mirabelli, fornendo notizie varie. La lettera veniva sequestrata inuome ad altre in arrivo, indirizzate anche ad Andrea Bozzo, negoziante di nazionalità del Regno di Sardegna reridenle a Messina.
Il 27 maggio l due fratelli Feucch. in compagnia di Pietro Paternostro da Mistt-meri, giungevano a Palermo. Luigi Gioacchino proteguiva per Trapani, pedinato da confidenti della Polizia in latrada e in albergo con l'incarico di annotare tatto le persone che l'avvicinavano, fra le quali erano segnalate il vice console del Brasile, un tale Lipari patriotta del *4R, e diverri negozianti del luogo.
La corrispondenza epistolare- veniva fermata, ammala e poi avviata ai dettine tari.
Vincenzo, rimetto a Palermo andava ad alloggiare nella locanda La Con­cordia ai Cintorinai (quartiere della Fieraveechia), nella atrada dietro S. Anna n. 15, palagio del duca di Calatcìbettu, gestita da Gaetano Lello. D
Aveva un primo colloquio con la aignora Bagnaseo, presso la quale era stato accom­pagnato da Emanuele Sartorio. Le comunicava di essere venuto in Sicilia per mali~ affidatagli da Mazzini, allo tropo di conoscere le torse, lo spirito e Io ten-
) U contenuto della preaento comunicazione è stato tratto da un ineartameoM dell'Archivio di Stato di Palermo, che si conserva fra le scritture del Ministero ò Real Segreteria di Stato presto il Luogotenente Generale nei Reali Domlnii al di la del Faro ~ Dipartimento di Polizia, busta.:*. 1043, fase. 2640, anni 1054.55.