Rassegna storica del Risorgimento

1854-1855 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1952>   pagina <451>
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Initnwnti et emigrati tuoi nel movimento, tw. 451
dea** fai penai per U imminente ìnttutvzinnrj . La signor* domandava- ri* agli pw fav fa parti dà Murat > dal dwca di Genova Fvoeeh rispondeva ette qusat erano Bfaacfa buone per sonai e he egli ora venuto eoa uri sito fruieUu per lavorare poi putte unitaria repubblicano.
Aggmagov* che per non comprometterei aveva badato a Malta fotta fa fatuità eb* aveva, portato solamente una fitta di mutai di persona eoa fa quali si doveva incaciti aro a naca o della parola di rfaonoschnrnto dal Sartorio*
I particolari di tale couvr*azione erano rivelali al Direttore di polizia dal maestro dì mula del figli della Bagnasco, che era nelle confidenze della, ignora.
il Feneeh s'incontrava pare con 1 seguenti Individui: Onofrio Cacciato, noto per la corrispondenza clandestina eoa gii esuli; Giacomo Lo Forte, corriera di Poeta; Onofrio Di Benedetto, medico; un tafa Salenti e Francesco 'l'Onofrio, avvocato* dm aveva, offerto IT Bacai di carcere per avere tenuto con Francesco Crup! Genova* emigrato in Piemonte, una corrispondenza circa la possibilità di ano sbarco in -Sf'P'j
II primo giugno il Feneeh, con Pietro Paternostro e un monaco della famiglia Paternostro, ai recavo a Misilmeri, ritornando in città il mattino del giorno 3. Nello tesso giorno partiva per Boghe ria, rientrando a Palermo l'indomani.
Tornava egli in casa della Bagnasco e fa manifestava di essere contento della gita in Miiihncri, dove aveva conosciuto una quantità di giovani animosi, pronti a sacrifi­carsi per la causa Italiana e di avere visto mn quantità di anni, preparate per il giorno della riscossa.
Nei giorni seguenti Feneeh frequentava il Casinodi compagnia di piazze Bologna, In cosa Adragna di via Monte-santo, tmu casa di via Bosco e qualche eaaa di piacere; prendeva i pasti nelle trattorie Villa di Milano e Visita poveri; tutti i giorni aveva per recapito II a Coffe Sicilia, faceva acquisti nelle farmacie Monteforte e Artibafa (detta di Florio, dova lavorava Francesco Schifano, no consigliere per la cara di malattie veneree) e ri recava continuamente nel Banco Florio per parlare con Emanuele Sartorio.
Avvicinava, anche- nel consolato di Sardegna, nella Casa professa dei Padri Gettati e nella portineria del Palazzo Linguaglossa.
Gli amia che col Feneeh s'intrattenevano in fanghi colloqui, anche notturni, .in istrada o nel Caffé erano; Francesco Cottila (detto pure CuteUi), Serafino Li Castri e Antonino Fidacela da Misilmeri, Giuseppe e Giovanni Calotta, Giuseppe di Bono, Domenico Bergamini, Pietro Tramontana, Pcppino Rap (figlio del Console di Russia), Tommaso Lo Coscio, Crùni, Castagna, Drago, un monaco di S. Francesco P. Domenico Lo Coscio ed altri rimasti sconosciuti agli agenti, menai nulle piste del Feneeh. Quindi, il di. lui soggiorno a Palermo era controllato ora per ora e fa Polizia era al corrente anche te comprava i sigari nella tabaccheria Cartiglia,
Inoltre, tuttofa autorità di pubblica ricarezza dell'isola censuravano fa corrispon­denza proveniente dall'estero e in i-pedule modo quella della ditto Mirabelli. A Paler­mo pervenivano interi pacchi di lettere, che poi necessariamente erano consegnate in ritardo. I più colpiti, i fratelli Giorgio e Tancredi Ercole MirabeUi. additi britan­nici residenti a Terranova (Gela), reclamavano al loro console perche pure fa lettere portate n mano dalle barche di carico Venivano sequestrate dalla polizia. U console faceva una rimostranza scritta al Ministero luogotenenziale chiedendo sollecite disposizioni per evitare Inconvenienti al commercio dei sudditi di Sua Maestà Britannica e Maniscalco ai affrettava ad autorizzare gli intendenti e i sottintendenti od aprire fa lettere accortamente e a copiare il contenuto di quelle tospette e.