Rassegna storica del Risorgimento
1854-1855 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
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Antonio CaMaralU
intanto* rispondeva ni conMlc Goodwia di vero richiamati gli Impiegati poetali, inculcando loro 11 dover di distribuirà celermente In corrispondenza la arrivo In modo da non dare luogo a fata supponiamo.
{frattanto, disponeva il fermo aUa partenza per Napoli di Domenico Bono, con* siderato come l'incaricato dello mutamento della corrispondenza clandestina mazziniano, e io seguito gli ritirava il passaporto. ')
D Fenech all'annunzio dei casi di Roccalnmera ni moetmvn corrucciato e diceva che Interdonato e i compagni erano stati traditi e che avrebbe rilento a Nicola Fabrizi, corrispondente di Mazzini in Malta, attribuendo al console borbonico, nemico implaca bile della ernigrnxione. bx scoperta della spedizione. Aggiungeva che altra pedirinne in Sicilia sarebbe stata fatta pia in le, con forze formidabili contemporaneamente alle spedizioni in diversi punti. d'Italia, e alloro, si che la rivoluzione doveva trionfare stabilmente.
La pollata rilevava che II Fenech spendeva largamente e che nelle trattorie e nette gitela vettura pagava per tutti quelli che raccompagnavano.
Prima di partire designava atta signora Bagnasco come capo del partito mani, ni ano in Palermo Emmanuel? Sartorio, e la confortava a sperare sul auccetso detta imminente insurrezione delTItalio. Diceva che a Berna aveva trovato animi esaltati e pronti per la rivoluzione. Dole vari, invece, di avere trovalo in Sicilia uomini tiepidi e timidi e che se era contento di alquanti giovani di azione, non lo era del pari degli uomini di mente, con i quali avova parlato. Eei erano privi di coraggio e di risoluzione anzi tremanti di paura per le persecuzioni poliziesche. Nei riguardi detta plebe diceva che era abbrutito, superstiziosa o incapace di generosi sentimenti. Netta borgata di S. Maria di Gesù aveva parlato per tre ore col primo rivoluzionario di Palermo, senza indicarne il nome.
Assicurava, infine, che gli eventi detta guerra divampante in tutta l'Europa avrebbero ridestato in Sicilia l'entusiasmo del '48.
Il Fenech era abbastanza guardingo sei suoi riguardi e faceva sapere di volere viaggiare col hrik-tcoontr l'onsaby di bandiera inglese al comando del capitano Giuseppe Casco a. carico di frumento, i di cui armatori erano i Mirabelli di Malta, per mettere in movimento la Polizia, che, sospettando a bordo un trasporto di armi e di opuscoli di propaganda, disponeva una perquisizione con la cuna detta visita doganale. Partiva, invece, col piroscafo Diligente il mattino del 12 giugno. Tuttavia, Maniscalco ne veniva a conoscenza e ordinava di rovistare nette valigie del HMI con il motivo di eventuale contrabbando.
La partenza del Fenech segnava a Palermo l'inizio.- dei provvedimenti polizieschi a carico dei vuoi amici.
Netto itewo giorno 12 giugno fi pectore di poiana Pontitto 1 recava a Misihnea, eseguiva una perquisizione domiciliare e arrestava i fratelli Giuseppe e Pietro Pater nostro, nonché Antonino Fiduecio, portandoli nette carceri di Palermo.
L'indooiuni veniva arrestato il giovane aromatario Francesco Schifasi, nativo di Cerami, figlio di Salvatore, di anni 23, abitante netta locanda S. Giacomo la Marina, sorvegliato dalla polizia perche aveva preso parte nel '48 atta spedizione in Calabria.
*) Domenico e Gaetano Bono erano figli di Andrea, sensale genovese, che nel 1847 aveva proto parte ai movimenti di Messina ed era stato arrestato. In seguito aveva mantenuto relazioni coni Liguri di passaggio e ai era sposato con una donna messinese.