Rassegna storica del Risorgimento
1854-1855 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1952
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456
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Antonio Guldareth
earuIUua degU esuli di Canova ni alala otturala dai compagni di Malta par. vu di rorraapendenaa con 1 duo Indirizzi da) Sartori a dal Lo Forte, qwast'ulkinio non b-n individuata dal iWfa. nonostante i avgal di riaoaoseimcwto convenirti.
Sul riguardo par distornare la preoccupazioni della polizia lo Schifano afiVrutava che ano pochissimi i giovani dinposti a seguite un movimento iasurrrzioaale, advece zsouo di Pietro Paternostro, g eneroeo ed asltato, cha a Palermo lo spirito di setta ca scarso a eoa l'entusiasmo per la liberta magnificato dagli muli non esisteva -che, invece, la txnnquìllita degli animi e l'impassibile indifferenza alla politica erano Il (rotto detrazione accorta, previdente ed energica del Governo ehe eoLun<rnie epulone animoso, cono Q Sartorio, credeva ancora nel fianco ardettta dai giovani, pronti a insorgere più decisi del *48 a un cenala stabilito. H
Lo Schifimi, pero, dichiarava di non conoscere tutti i segreti, perete- non era ritenuto per la giovane età il più adatto e di essersi prcetato per caso a consegnare qualche lettera o libro del La Porta al Sartorio per l'inoltro all'estero eoi piroscafo * Corriere Siciliano . E cosi aveva vinto qualche riaperta o giornale di Rosolino Pilo, proveniente da Cenava, eaegoendo tulio ciò nella oppotiiione di porgere al La Porta materiale di difeaa per la causa aeDa Corte criminale, e ehe la parola a pillole sotlin-teadeva le lettere della fidanzata.
La deposizione non persuadeva la polista, che ai accaniva anche contro il soldato del 5 Battaglione Cacciatori, Giuseppe Greco, nottócoatode del forte Castellammare, imputato di avere favorito lo cambio detta corrispondenza e ritenuto consapevole del contenuto.
Egli, congedato dal aervizio militare, veniva Implicato nel proceaso e chiuso in prigione in camera separata, attesa la sua precedente mansione di custode, e, poverino, nel mese di agosto moriva di colera.
In seguito veniva arrestato anche Luigi Florio e minuziose informazioni venivano assunte sugli amici intimi di lui: a Palermo Antonino Sanfilippo, medico, Tommaso Calderone, impiegato del B. Banco, e un certo Di Pace, e a Messina Emanuele Valenti e Giovanni Maasfnco. con risultato negativo per la polizia.
Contemporaneamente si svolgevano accertamenti sul valore del mandalo, sequestrate al Sartorio, interrogando i firmatari.
Stefano Foija di Gaetano, di anni 54, pittore, nato a Palermo e ivi domiciliato a Porta Beala nella casa di Nicolo Cervello, ammetteva di avere fatto parte detta Loggia massonica*denominata ) Rigeneratori dei 18-18 con fini ài assistenza e di beneficenza nel periodo stesso detta rivoluzione e ricordava che nel 1848 il Sartorio, dovendosi recare a Messina, aveva chiesto ad Andrea Mangeruvn nn mandato per eaeere riconosciuto dalla Loggia dei Liberi Muratori del luogo, nell'intento anche di' raccordare la beneficenza di Palermo con quella di Messina; dichiarava di ignorare se nei tempi posteriori esistessero Io Logge massoniche in attività, nel precedente periodo.
Domenico Ca salini, di anni 64, da Napoli, intendente detta casa detta principessa di Belvedere, domiciliato a Palermo in vìa del Bosco 73, diceva che nel 1848 faceva parte detta Congregazione della Loggia dei Liberi Muratori, insieme a Faija, Mangeruva, Fiearotta, Maranzano e altri e ricordava di avere firmato carte il di cui contenuto mirava ad atti di beneficenza e di soccorso ai poveri, nonché di fratellanza per le buone opere, ed aasieurava duo Giovanni Fiearoita da Palermo, di anni SO, abitante In via Materassi, era un noto e onesto gioielliere detta città e che aveva partecipato a riunioni di beneficenza fra umici nel 1848,