Rassegna storica del Risorgimento
FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
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1918
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N. BelléU
quali cittadini Romani! Egli era dunque sicuro, di tutta la gran massa di questi interni Romana e che tutti io amavano, odiando <ì>. Romani di Roma e di Ravenna ? Quante coso non dice mai quel; silenzio:-dii. ÀsMf Io lo ripeto; in tutta la storia del regno Longobardo, uaaoccasione più necessaria e più imperiosa di dover parlare dei Romani interni giammai non vi fu, ed oggi noi dovremo supporre che vi fosse stato un popolo vinto; più numeroso dei vincitore, senza che di questo popolo si fosse mai parlato,quando più sene avrebbe dovuto parlare non solo nelle cose della pace mitili quelle massimamente della guerra?
Ma la carta è finita, ed io non vi ho dato chettn piccolo saggio di quello, che ho trovato nel codice Longobardo. Son certo che voi prenderete parte alla mia gioia; e cosi potessi, domani o doman l'altro, in Napoli trovar lettere vostre, nelle quali possiate darmi buòne notizie di voi e dì Liricità, e di Alberto e di Condoli e della marchesa Maccarani e di tutti i miei amici dt Roma, dai quali ormai sono diviso da più di quindici giorni. Ma il desiderio di rivedervi e di rivederli è in me sempre lo stesso. Già dalla parte del governò, che visibilmente tende alla dolcezza il alla moderazione, è inutile il temere che possa trovarsi ostacolo : e questo punto dee piacervi molto, i] mio fratello, da una settimana, io non so nulla ; ma non sarebbe impossibile che io trovassi per noi qualche buona notizia in Napoli domani, come vi scrissi, e che sia già fatto, o stia per farsi, un riordinamento della Cassazione, con T speranza che egli possa rimanére; in IfpoK ÀÀdtó, mia cara aniica;] 1o.'i So!' .gerivo circondato da molti di questi gentilissimi Signorsì he vengono a tenermi compagnia nel mio appartamento, quando non sono nell'archivio. E non so quello che vi ho scritto : ma non importa, voi già mi comprendete. Quanto sarei fortunato se domani o doman l'altro, avessi di voi bùcine notizie'.I Wì -assicurò che le vostre, ietterete' aspetto con impazienza incredibile, ma con pori'avarino letamo,-, riti latando non abbiate a dovermi poter 'djire qualche cosa spiacevole di voi e dei vostri.
Addio, termino in. Spetta, e sono con tutto li .cuore eco*
Napoli' febbraio; 1882. Carissima amica,
Ricevo qncstfoggL' la vostra del 28 gennafeieS.qale uCprciponete Innesto mezzo, che lo approvo, di potervi scrìvere, parlandovi senza più délto-cpse nostre. Or dunque sonor.-g,-"i,~M entro in materia. Puri) leggere al mio Galanti le cose che mi dite per luiy e son sicuro cei'gu faranno molto piacere. Anch'élpU aspettava con impazienza di sapere se .avevate ricevuto la prolusione' di. GaliuppL .Gid. vedete .'in (pai modo 'io porli W. Mfl cogli amici mieli voi non io meritereste pejrJfi-Mostra cattìvciua, ma io osi fo come - ho detto; e non potrei anche se volessi, non. -far mfìx Mi 'feto arrabbiare, ma-debbo stiman'l. Quando io ione S mal punto partito iilf .RomaTa jhj lasciata Immersa. In mUh maé, Che sono anda/fi; di mano in mano crescendo...