Rassegna storica del Risorgimento

1854-1855 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1952>   pagina <458>
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infamo Cutilnrijlla
la arguito la polizia ni informala che Mattina Via** àVaerfa MVW avuto rapporti età i fratelli Botto, comspomleatl deU* ditta Miralwlli, R*ffi**l Setolai Andreatta Hindi, fiorentini negorianti di paglie, he era ascilo a passeggio i mu eoa U baronessa di San. Giuliano, dtpsaggio a Massino diretto, u Malia, a che aveva parlato col domestico del principe di S, Giuseppe, esule a Malta.
Appena arrivato a Catania, Fenech inoltrava acerbe rimostranze al vie Console britannica. Raccontava eoa il commiurio Malato avava tarmato la corriera pontaU a Scaletta *** MMD3, l'uvsrvts "KHigwTff f** aprire la valigia, che accuratamente rovi atava, gli aveva coietto il portafoglio asportando aetla Iettare peraooali poi l'aveva frugata mimutotsamcnie perfino dentro la acarpe, in maniera veramente vtrazianta par un suddito britannico di fronte al pacioni.
11 console di Mentina, Roberto Barker, ricevuto il rapporto del vice consola di Cala* aia, chiedeva direttamente chiarimenti all'intendente, il quale a rua volta li chiedeva al Direttore di polizia a Palermo, che aveva ordinato l'operazione. E Maniscalco rispon­deva di avere fornito la convenienti spiegazioni al console generale di Palermo.
Di tutto eia che accedeva w Sicilia ai faceva dettagliata relazione a Napoli e S. M. il Re in Gaeta era tenuto informato giorno per giorno dal maggiore Severino. D ministro degli esteri era pure meato al corrente di ogni cosa, specialmente della situazione del Sartorio reggente il consolato americano in Palermo.
Sul riguardo li ministro degli ailari di Sicilia in Napoli, essendo sbarcato il nuovo console, Julius Jenkins Rosa, comunicava ebe bastava il diniego delle autorità locali a tare decadere il Sartorio nelle sue provvisorie mansioni, perche ia nuli incarichi non. occorreva regio txtquaiur. E Maniscalco ri affrettava a fare sapere al Prefetto di polizia che II Governo non riconosceva la qualità digerente dd Consolato americano assunta dal Sartorio,
Il Governo, però, seguiva la linea dì non faro motto a Napoli con l'incaricato di affari della legazione, ne con il console generale, se prima g stessi, non offrissero rocca rione, perche agire diversamente poteva sembrare di volere addurre giustificazioni.
Per quanto riguardava i maltesi Fenech, il R. Ministro a Londra era pure informato di ogni cosa in attesa di eventuali spiegazioni al Governo inglese.
Intanto, re Ferdinando era di parere di affidare la pratica al ministro degli esteri per Io sviluppo diplomatico e di agirà subito criminalmente contro: t? colpevoli, perche non ti doveva tollerare che un siciliano naturalizzato asterò ri mettesse impu­nemente contro le leggi e l'ordine del paese, e ciò anche se fosse completato ente estero. Quindi, ordinava che la Gran Corte criminale continuasse celermente la procedura, che il ministro degli esteri svolgesse la sua azione di competenza e che la polizia di Napoli seguisse anche l'affare.
Il console britannico in Palermo non desisteva dal richiedere schiarimenti per la venatoria sorveglianza a carico del Fenech, minacciando adeguate riparazioni. e Maniscalco in un colloquio avuto nei locali della Luogotenenza il 27 giugno, ai affan* Bava a dimostrare che Vincenzo Fenech era un accertato emissario mazziniano, 'Ve­nuto in Sicilia per sedurre l'incauta gioventù a danno dei fedeli sudditi, e che lo schermo della nazionalità britannica non poteva trattenere il Governo dairapplicarc la misure opportune contro la propaganda rivoluzionaria.
11 console Giovanni Goodsrin non sapeva controbattere e Maniscalco nel se­gnalare a Napoli il risultato del colloquio, insinuava che il console stesso conosceva la vara mistione del Fenech, perche ella contettazlone di alcuni particolari aveva pre­ferito di accomiatarsi.