Rassegna storica del Risorgimento
1854-1855 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
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1952
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Antonio Coldar*ll*
m. ortoJel personali, * pertanto, l'incaricato, elleno del giu*tiuc*r qualunque colpa, vele, dMUarava eh* tati posare ta Invidi* e falsità proclamava else ogni uomo drv WK considerata innocente, unche non i provai 1J u delitto. Il ritardo al rlnir.o riinrnto avrebbe portate atrio pregiudizio ui commercio americano cn*wU-revoli donni ai viaggiatori. Concludeva di attendere sollecite istruzioni alle autorità siciliane atti riguardo.
11 Luogotenente generalo di Sicilia veniva intrrpellato ani niodo di risponde** Maniscalco redigeva la risposta. Raccoglieva la dicbhi razioni tardiva dal Magistrate di salate pubblica a dalla Capiuuiia del porto, che nel dare corno atte carta di itavi? casone non avevano Intano riconoscere le funzioni del Sartorio; confermava; afa* la visita domiciliare era tata effettuala prima delia comunicazione delia nomina del Sartorio a concole interino, che il materiale aettario e il mandato rivoluzionario costituivano motivo di incriminaxione otto istruttoria dell'autorità gmduuaria e che quindi le nuove funzioni erano da ri te acmi incompatibili con la condiziono di Imputato. Ricordava ebe da due anni la polizia era a conoscenza deU'atùviU mazziniana dal Sartorio e delle relazioni con gli esuli, giovandosi della carica nel Banco Florio per inoltrare col vapore a Corriere Siciliano, di proprietà della ditta, la corri pò n-denza clandestina e che ultimamente l'arrivo di un emiaeario l'aveva éi più fatto eo-prire, rendendo necessaria la perquisizione. Le rivelazioni* poi, di Francesco Schifa ni avevano confermato i criminosi disegni del perturbatori dell'ordine pubblico e il man- dato a lui iateatnto rafforzava la colpevolezza. H
Maniscalco trascurava le già raccolte testimonianze dei aottoaerittori del premuto mandato rivoluzionario, malgrado affermasse nella lettera del 26 raglio che la polizia agiva con quella coscienza e quella religione ebe sono la guarentigia degli uomini onesti . E nelTeaprimeTO una lode per i cittadini americani, iniettava veleno col dire che i nativi di Sicilia naturalizzati americani, tornando netta terra natia, non meritavano simile lode* perchè costoro d'ordinario nel mutare di nazionalità non lasciano eerte passioni polìtiche sovvertitrici e credono facendomi eebermo d'una rispettabile nazionalità agitare l'antica, patria* e Sartorio era di questa categoria; ma la temperanza e l'equità dell'incaricato d'affari degli Stati Uniti, Dole Ovren, di cui. ammirava la moderazione e l'alta convenienza di linguaggio, avrebbero fatto riconoscere bella di lui coscienza la legittimità dei motivi, che vietavano al Governo l'assenso in favore del Sartorio.
La lettera rivelava la preoccupazione del Direttore generale di polizia per avere adoperati alatemi arbitrari, e suggeriva, per mitigare le conseguenze, la proposta di affidare al consoie brasiliano, I. D. Ruesch, la cura degli interessi americani.
Contemporaneamente giungeva a Palermo altra richiesta di chiarimenti per rispondere a una nota dell'incaricato di affari di San Maestà Britannica circa la perquisizione del Feneeb a Scaletta, il sequestro delle lettere personali e la sorveglianza esosa durante il soggiorno in Sicilia, e Maniscalco il 29 luglio preparava la risposta tstta di no pugno.
Premesso che la polizia era al corrente dell'arrivo tìon emissario degli esuli dimoranti a Marsiglio i o Genova e * Malta per esplorare la tonatone detto spirito pubblico neil'Isota e yer rilevare i mezzi di azione dei quali ai poteva disporre per un movimento repubblicane, netta venuta del Fenech ai ravvisava l'attuazione dette mia-stono. I di lui rapporti con individui notissimi al Governo per le loro passioni democratiche e sovvertitrici*, le Indagini che segnalavano le poco raaalcnranti attività del rnedeaimoé confermate da una lettera spedita al fratello in Trapani e dalle