Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; TOSCANA
anno <1952>   pagina <467>
immagine non disponibile

io firfto fwbblico in Toècantt ttìU IMt dopo fa rtuaurasion* 4//7
U rapporto dal delegai* etteordioario di Livorno, BowJb5veìM. * aolavota pr lntte incerila. *) Uà giudici sicuro tulio tpirilo pubblico livorne* non. poùtva (KH duo la un periodo, non di riordinamaoto. Ma di cornpraaalnni, eacae wa quello CIM al stava superando. Tu!laviti bisognava rieonoaeere ehn l'Idaa dall'indi* penderla* italiana continuava ad estere coltivata, e che anni lo fila dai seguaci rane iagraattta; id aumentato puro era il numera discoloro dba atpiravano ad un regno onico sabaudo* Stelle olaad inferiori ai conservavano simpatie par uno italo repub­blicano, senza perà un'idea presila di quel elio significaste repubblica. persiste-vano para traevo dì socìalisaio a di comunismo. La maggioranza, in ogni nodo era favorevole al sistema monarchìco-<oMitujùunale. mentito il gruppo asaolotiatn era di proporzioni modeste.
A, aa volta il prefetto di Lacca taceva aapcre che. dopo le passata vicende, la maggioranza considerava dimette la realizzazione del voto, un tempo generale, dell'in-dipendenza italiana D principio dello alato unico sbando non era ben accetto, però la simpatìe perii Piemonte crescevano. Scani arano gli aderenti albi repubblica, mentre la maggioranza nel compartimento era costituzionale a aa di atea il governo potava contare. Esisteva poi una minoranza, già denunziata in precedenza, di paratiliti con tendenze all'assolutismo. ")
A confermare quanto Kriveva 3 prefetto di Lucca giungeva in quei giorni al Minuterò un rapporto del vicario regio di Pietraaaata che segnalava una piccola, ai abbastanza significativa prova di certe tendenze difTuie nella ava drcoicnzione. Era calo trovato un cartello con la aeritta: Diamoci sotto il Piemonte, o allora non ri sbaglia!,)
Il più deciso seguace dell'assolutismo ai rivelò il prefetto di Pisa, Pietri, passato più tardi (forse proprio per quoto) alla Prefettura di Firenze. Pur confessando che l'idea delTiodipcndenza italiana era apertamente professata dal Corpo nmvcrdtario e dagli rudenti, ebo fra costoro divorai aimpatizzavano per i Savoja, pochissimi per i repub­blicani unitari, pochi per i federane ti. e gualcano ancora per il aocialiamo o il comuni-amo, che la maggioranza di questo gruppo era monarcbico-coitittizionalp, il Pietri peri otteneva che il Governo non avrebbe trovato appoggio tu costoro, perchè troppo facili a mutar opinione e che invece la grande maggioranza della popolazione del com­partimento era per la monarchia pura, lenza tante costituzioni. *)
Icampajrna, certo (e non è una novità) i dichiarava in massima parte favorevole al vecchio regimo leopoldino. Il pretore di Laitra a Signa lo confermava) e quello di S. Caaciano dava perfino precise stallatiche; repubblicani, pochiwimi; monarchici costituzionali: 4000; monarchici pari: 8000,*)
Il governatore dell'Elba 1*8 ottobre riferiva: la classe colta, intelligente (aitai poco numerala) credeva ormai perduta la canna dell'indipendenza, di cui ri disinte­ressava del tutto la massa della popolazione. Cera ancora un gruppetto di repubblicani e di comunisti: ma la maggioranza era monarchico-costituzionale. Quanto alla mino-
)) Rapporto del 10 seti, pubblicato da E. MtCttXC nell'artìcolo citato, alle pagine 483-87. 5"
') A.S.F.. Appendice Gabinetto, fibca 11, ina. 2. Rapp. 12 settembre. 3) A-S.F. Minuterò Interno, fibra 2191, Rapp. del 14 settembre. > A-SJ6". Appendice Gabinetto, filza 11. ina, 2. Rapp. 25 settembre. s) Ibidora. Rapp. 28 attiembre. fi) Ibidem. Rapp. 29 settembre.