Rassegna storica del Risorgimento
GIANSENISMO ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1952
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pagina
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473
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Awea prapoatM 41 t'urto Reale accorre, dunque, datUuguer*. tarso moo af-CreUatameatr e Imperfettatento dà quanto io non lo ubbia fatta. iocalaato dal bU--" 4t eìuagere al più: pretto nel cuore deli'arguiHato* I
Quel euc-*ì * detto 41 Parto-Reale può anche dirsi d-l giansenismo.
Quale differenxa tra la grandiosità. U spiritualità, le intasa, la daveaione alla sede di Roma da* primi glandi coatrv*r*Utl - Aranuhj. Duvergirr, Peata! Li mediocrità, la spirito ceoait-eo a II gallicanismo riufervoratn, sospettoso, M non palesemente a-rnivo. de* potati attribuiti de lumia, tradottone al centrandoa cristianità, ch'i sfavale vecaae sella maggior parto dalle opere che comunque si aggirano iatorno alla Doli* Umifruinut La verità e che, atrada facendo, il giansenismo francese s è trasformato da movimenta religioso per la più esatta intelligenza dal dogma, in un movimento. ee san. esclusivamente, prevalentemente polìtico, eeme il limicela di un fiume che si addentra Era le sabbie il paragone non e mio e più. ai addentra a più ai aaeuta, a si confonder. *) Perde totalmente la fisionomia originaria: finisce di essere giàteniamo. Pseudogiansenisti. del tutto estranei alla vita della Chiesa 2 dato incenerare persino tra la Stianoti de* liberi pensatori. Anche in Italia* del casto, verso la meta del secolo XVIII, l'editore di una versione delle Provinciali in una introdn-rione, nella quale il più. ricco e furioso autige*niri*mo ai Intinga di predisporre adeguatamente i lettori a tsw profitto dell'opera, afferma che la qualifica di giansenista equivale oramai a quella di uomo dabbene. **) Tutto ciò induce ancor più a insistere nella
domanda già fatta: m, che cosa è infine il gian*enimo? Ad esaa sì potrebbe rispondere:
gii attestala'di impatta di cai era fatto aegno il prigioniero di Saint-Vincent dovettero provocate questa e altre occ uc.Nulla di più falso che dipingere, al modo de* suoi nemici. Amauld cerne un capo partito. Ma i Mutati di Porte Reale, per i loro precedenti gentilizi, per. il loro numero notevole e per le rendite, non tutte identificabili, di cui godevano oche spendevanoia vario modo, dovevano finirò per eadére sotto! sospetti della .Córte. Sta tutto do non batta per dipingerli come fautori della Fronda (Rcrrcu, Stadi tal giansenismo, p. 235). È presso che inutile aggiungere the i giansenisti' respinsero sempre energicamente l'accusa. Vedi: Hìsunre àY Pcrt Rovai tìcpuìs la riformi aV reobaye juoqu'à san milita dtttruction, Amsterdam 1755. t, VI, p 331; RaCOtE Compendi Mia Storia di Porto RtoU, Veneria 1780, p. 102 a seg.; Hhtoìre dm Vcdìt 3* ffonUo. Delfi 1793. t-. Ut, p. 284. Per quanto riguarda Duvergter e il suo atteggiamento di fronte alla politica e ella teologia attririonifta di Rìchelieu, vedi: J. ORCIHAL. La origina tìu jonsCnUm*. h, Duvorgitr do tiauronne albf de Saint-Cyran, Paria 1947. Pp". 477 segg., 505 segg; t'accusa di frondista merita lo stesso credito di quella formulato de protestanti sulla insincerità di Amauld e sulla sua intesa con la Corte di Roma ai danni del Re ('esprit de air. Amauld tiri do so conduce et da taitt do fai rtdottt dhciptts, particuliìrtment do '.'.4poltrir pour la catholiaurt, Dcventer 168-1. pp. 149. 272). S noti che nella stessa accusa sono coinvolti aeax'alean fondamento i elitari di Porto Beale (p. 118 seg.). Non si sa. iu fine come potrebbe apiegarsi l'intesa o la connivenza di quosti uomini che. dopo tutto, seguivano la scia del card Betulle. con quelli della Fronda guidati, a tacer d'altri, da. capi, come il princ di Candì, nemici dichiara- di Roma a dei Romaneschi, drèdei .cattolici, a mula e fautori della riforma protestante {Mmoira dupr.de Condi, ia Nbnrefle Cotkction do mSmoira pour tonir a Mutuar* do Franco, Parla 1853, t. VI. p. S45 e segg.).
*/ SAWT-BETJVK,ffi jffiglS, WeDo Btcew *ca*- SraOITOU. Pascal et san Umpt, Pftri 1922, p. 271.
*" Lo Provinciali o littore serate da Luigi Mantello ad un provinciale dV tuo* amiri <an t* annotazioni di C. JPmdrodi tradotto ntWitatiana fattila con dtUt nuore cmnetti-rienf, Vencrin 1761. t. 1, >HJlV, SxarifSaintt-Bmat, Paria 1904. p. 170.