Rassegna storica del Risorgimento

GIANSENISMO ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1952>   pagina <479>
immagine non disponibile

Porche VihccnMt Gioberti avverta il gianarnUmo 479
doveri, do* sudditi vano U Mnu, doveri che, in perfetta consonanza eoi presupposti della dottrina politica del giurisdìxionalLsmo e del gallicanismo, imponevano la più tratta obbedienza al principe, ropooaahile esclusivamente verso U divinità dalla quale derivava im mediatamente il no potare, anche M eretico, tiranno e Idolatra.l) La itaata coincidenza e lo itaaio legame potrebbe nourùe fa, n tuo tempo, notato anche altrove per boera del Vignali, in una lettera al Degola tulle condizioni della Repubblica ita. liana, la quale, in materia ecclesiastica non avrebbe fatto che instaurare Il sistema compendiato dalle leggi e dulia, condotta di Giuseppe II e di Leopoldo ; e non a caso il vescovo di Kofi suggeriva all'amico Disgola di preparare un ristretto di Febronio. s)
Tuttavia U primo e principale nemico, perche pia gravido di errori formidabili, retteva tempre, coma scriveva il PcdreUi al Pujati, l'idra molmistìca.*) E conve­niva, attaccarla, combatterla, urtarla, inseguirla con la clava erculea della venta finche questa gran beatiaccia... reati maarretri, morta e sepolta. E intanto l'idra epaventosa continuava a sopravvivere, il tempo passava e non certo a vantaggio dagli assalitori. I quali ai andavano confondendo e disperdendo di mano la mano che l'oriz-xonta politico ai andava rabbuiando e la proiezione del principe scemava.
Quando nella seconda metà del secolo decimonono, dopo la formazione del Regno d'Italia, il liberalismo toaeano, con uso sforzo dialettico senza precedenti, credette riallacciarsi alla tradizione del giansenismo del vescovo Ricci, il giansenismo era, nel ano tpirito originario, davvero morto, ci patrioti toscani poterono scambiare lo riforme, instaurato la Germania dal grascppinisxno e poi inserite, senza opposizione, nel nodo di Pistoia, con quel che nella tradizione giansenìstica era di catcnzìale e sostanziale. Ferveva la lotta centra Roma e conveniva rifarai, anche a costo di morti­ficare 21 pia elementare senso storico a quei tempi venturosi e avventurosi.
In questo spirito e dietro siffatti precedenti fu concepita nel 1858, quella calo­rosa difesa detta legislazione ecclesiastica di Leopoldo II, in coi alla scuola degli enci­clopedisti e dei giansenisti, seguita fedelmente tonto in Toscana quanto nel Regno delle due Sicilie sotto la strila pia vivida di P, dormane, ai fa merito di aver provoato questi eventi felici in favore della religione pura, segnando esattamente con una netta separazione, i limiti detta potestà errilo od ecclesiastica.*)
Anche qui e ricordata e lodata la resistenza atta botta. Unìgenitus, deplorati il las­sismo, il probabilismo e la casistica, lodati i libri di Porto Reale e bollati i nemici fraudolenti e in mala fede; ma in realtà quel che preme di più è dichiarato netta prima parte di essa Apologia, documento importantissimo, di un equivoco e di una confu­sione che accoppiava filosofi, giansenisti ed enciclopedici e che continuò e continua a ripetersi. In modo meraviglioso, anche ai nostri giorni. Senza pensare, che non riuscirebbe difficile addurre prove abbondanti per dimostrare come il giansenismo, dalle origini
*) Versione dello Éxpotition de la doetrìne ehrtìuwu, Napolfc 1748, t. Ut, e TU; GUSTA, Sui catechismi moderni, seggio critico teologica, Ferrara 1788, p. 117 segg.
*) SAVIO, pp. 924, 847.
*) SAVIO, p. 33.
*) Apologia dell Uggì di amministrazione polizia ecclesiastica pubblicata tn To­scano sotto il fogno di Leopoldo II, Firenze 1858, p. 6 aegg. Vedi anche netto tesso voL Prefazione dot proposto P. Tansini alla assemblea dei vescovi della Toscana, p. SS segg. Sol divario che intercedo fra i presupposti teorici che determinarono la polìtica ecclesiastica dal scc XVIII e quella del tee. XTX vedi le giusto osservazioni di A. C. JmOLO. Chiesa m Stalo negli scrittori italiani del Seicento e del Settecento, Torino 1914, p. 298 segg.