Rassegna storica del Risorgimento

GIANSENISMO ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1952>   pagina <484>
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estuiti ma lo corruppe orile Ijmkita d - 'liruinuùiDC
j't libero arbitri; che, non aarndo invincibili, non urinano mai dal peccalo. Il Uba arbitrio min è, quindi, pento, uni vorrebbero i proletanti, ma *oU> diminuito. Ma la grazia 4 ne Maria ava *ok> per fare, beasi acne per iniùarc a desiderare oytni bene e peweYerorvi, perchè cu è di per * efficace, e. a tal propouto. i inani degli ogotti-mani d-ì Tornigli mi conni labili fra loro e .i accordano col libero arbitrio. Olire Uà grazia efficaci dirvr anche arorafli'n.-n un'altra, quella eciiooU. detta impro­priamente tufficirrit*. ente rontittc in una rerta iUnniinaxionr d'-U'inteH'-lto o in qual­che promovi mento del cuore die non Ritinge- pero mai a produrre una deliberala ma-zinne della volontà. Ma la grazia anche aolo eccitante, non ai da né aenipre. oc a >. La prede lunazione, infine, devo ritenerli gratuita e precedente la previ.tionc dei meriti. -I
Qne*ia poùzioai di fronte ai problemi della grazia ripete Patteggiamento dei gìantrattuio o per lo meno dì certi gìanteniali più temperali come quelli dell'Ateneo Patavino e non latria affatto prevedere le appaioaaic diatribe, che di ti a pochi anni, verranno ferrate oOatf 00litro i giaiucnùti di Ogni tipo e d'ogni
[.i-'. PT8 bitogna, peraltro, dimenticare che iamo di fronte a ano uhiuo. trattandoli, come nota lo AtH Gioberti, di materia delicata ed essendo eo critto di carta. Ma e*o ha certo il ao pe*o e erve per lo meno a indicare come, in quctio torno di tempo. L'autori dal Ciaifn moderno e dei Prottgomtni fotte, non gianaetutta. incline ad un Certo .laIHHÌIIIHI
Ma. tutto ciò non batta ed e. and, ben poco per concludere che egli fa, osche dopo il USO e pai tutta la vita, un gianicaitta. coietto o mascheralo, che, pur avendo l'aria di dir male della *euita, ditte bene dei maestri (Arnauld, Nicole, Pascal. Tamburini. Zola, ecc.) e fu r,iaaienii>ta uno al midollo delle otta, avendo in e. incarnato! due ,:
'ri->tlei dell'errore: t'jvvrrtionc al Papa e l'attìo feroce contro i Gesuiti.*)
La venti è elio il Gioberti non ha oto detto bene di codesti martiri, por confu­tando e vedremo pretto come i loro errori, ma ha anche detto bene di qualche amico della Csmpagnia devoti tuma al Papa, MBC il conte Giuseppe D >ia pure facendo qualche rJtaTVa. giudicandolo uno dei più [grondi tenitori del eeoto, al quale a no ti può negare un grande ingegno anche dal tato dei pentirti e un'altit[fine noi comune a acoprire dette nBOVi vedale e a metterle in un atpetto aorprendent - taen ver che quando comincio
dei problemi polldd del giorno e fu tratto n vivere, nelb mi tenia, la dir
.-.mi .irteuci drl DOItTO (i-orimeuto, ÌI'RUMO delle 00 . N:mito ii-lla prima giovinezza nettai W0 tarine M-, cominciò a pe-
>> Epurano, voi. I, pp. Ì9-53. Sul Non e 11 Berti vedi JtXOW. p. 107 ex*. ' Is*. tir.
. Il f. Frtm<*to Petfi.ro t i *uoi tempi, Pavia IMI, pp. !'>. I M'Jiiaùoni fiUéafidv, p. 388 gj.