Rassegna storica del Risorgimento

FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno <1918>   pagina <87>
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Carteggio inedito di Carlo Troja a Margherita Fabbri d'Attempa 87
Wlftàj di scrivergli una lettera sulla Antologia,, accettando l'invito gentile, ma pr altro tempo. La mia risposta è assai facile. 11 Tommaseo prende ad esaminare se Uguccione fu degno di essere così onorato>àa-Dante: il. perchè va sottilmente rovistando la storia e discoprendo i peccati del Faggiolauo, e cita sempre fonti originali. Ma gli aveva io forse laciutl questi peccati? No certo, quantunque senza citare i documenti che il Tommaseo ha consultati da sé medesimo, con suo proprio e lungo lavoro, dal quale, spero, si vedrà che ornai non ho asserito niente di falso. 1 dubbi dunque del Tommaseo non procedono punto da fatti a me ignoti, ed anzi raggiratisi sui fatti da me narrati, ai quali io avevo contrapposto l'altro fatto più grave, non solo della dedica daU'Ht/ferno a Uguccione raccontata dai Boccaccio, ma della ragione di questa dedica, ragione contenuta nella lettera .di Frate Bario, cioè l'aver Dante dichiarato, a lui Frate Ilario, che molti aveva esaminati dei più grandi Italiani, per isceglierne tre, ai quali dedicar le sue cantiche, e che, dopo lunga ricerca, tre soli gli parvero degni di ciò: Federigo di Sicilia, Morello Malaspina ed Uguccione. Cessano dunque tutti i peccati commessi da Uguc­cione ifeuj ;al giorno della lettera IlarlSaaji ci quelli, che avrebbe commessi dopo, Dante non aveva la previdenza: cessano perchè, se parvero peccati a qualche storico per gli amorì di porte, a Dante non parvero tali per gli amori della parte contraria. E però la vera disputa è intorno all'autenticità, contro la quale non dice neanche una sillaba il Tommaseo, della lettera Uariana. Ora di questa disputa mi rido assali:, e quel codice ove si legge la lettera di frate Ilario ha somministrato alla storia non pochi documenti, importantis­simi e verissimi, fra i quali si vogliono riportare le due lettere, da me sco­perte, da Dante stesso.; e 11 vostro ampi ha trovato dopo di me che quel codice appartenne al Boccaccio: e iene vi (Lia sua firma. - E qui basti del Veltro*
Ho ricevuta la risposta di Sclopis ed una carissima letterina di Balbo, il quale mi chiede perdono e mi racconta una serie di guai della famiglia, e massimamente di lunghissime malattie della moglie, che gli ha partorita una bambina ;; ed. ecco già sette figli. Mi prega di scrivergli e dice che questo gli gran; conforto ; ,;ma- .non può frometfcdSnf eli risponder subito; é.goji: somiglia mafe a Marchetti, cui ho scritto per mezzo di Recchi. Ho ringra­ziato Sélopis, nell'artìcolo sulle leggi della Cava, per le varianti, che m'Inviò, delle leggi del Godìo Terceuesc ; parlerò di Balbo, ed11 allora gli risponderò, inviandogli una copia deil'artiisoios, cóme ne manderò una a voi, un'altra a Condoli ed una terza a BonellL - Gabriele mio mi scrive cose amorosissime
da Firenze : quello è l'uomo. - Che posso diro della stampa in Napoli del
e deUa Marcella 1 che posso dirvene senza parlare a Liberatore, o a qual­che altro, almeno a Galanti ? Non conosco punto queste cose di denari e di spese : ne parlerò dunque a Galanti, senza nominarvi Ma la copia della WMpMm inviatami da voi por la Mosti, era una copia, ohe non mi diceste di rimandarvi, e che io credei fatta per uso mio : mi duole di aver perduta l'occasione di restituUrvela: ma so ne troverà un'altra: del merito di quella, scrittura poi, sarà, meglio parlarne: a tàméwfo cui finalmente scriverò la fa­mosa lettera, promessa da tanto tempo e-per buone ragioni sospesa. Parlerò